Genova. Mensopoli: a sorpresa si riapre la partita

26/01/2006
    giovedì 26 gennaio 2006

    Pagina I e V – Genova

      Con l´interrogatorio di Orazio Carraro riparte l´inchiesta sulle presunte tangenti per la nuova struttura del Galliera che aveva portato agli arresti di Carlo Isola

        Mensopoli, a sorpresa si riapre la partita

          Massimo Calandri

          CON l´interrogatorio di Orazio Carraro di Torriglia, che assistito dall´avvocato Umberto Garaventa è stato ascoltato in Procura dal pm Francesco Pinto, ieri pomeriggio si è clamorosamente riaperta l´inchiesta sulle presunte tangenti pagate per la nuova mensa del Galliera e la preparazione dei pasti in alcune scuole genovesi. È la storia che nel maggio scorso aveva portato agli arresti di Carlo Isola, allora capo di gabinetto della Regione Liguria e oggi vice-segretario generale in Comune, insieme a Giovanni Cazzulo, già direttore amministrativo dell´ospedale, e l´ingegner Roberto Galiano, prezioso consulente del nosocomio. All´inizio del nuovo anno, la maggior parte dei fascicoli giudiziari relativi al capitolo ligure è stata trasmessa a Genova e affidata a Pinto, magistrato del pool che si occupa di reati relativi alla pubblica amministrazione. L´indagine nasce infatti a Verona, dove la Guardia di Finanza aveva smascherato un vorticoso giro di tangenti che aveva per protagonista un´azienda locale, la Gama spa, specializzata in catering. Isola, Cazzulo e Galiano erano finiti ai domiciliari con l´accusa di corruzione: sul primo in particolare pesavano le dichiarazioni di un (ex) amico finito anche lui nei guai, Orazio Carraro. Gli arresti erano stati revocati diciotto giorni più tardi: secondo il Tribunale del Riesame di Venezia non esistevano «gravi indizi di colpevolezza» nei confronti dei tre. Tornato a lavorare, Isola si era detto stupito delle dichiarazioni Carraro, definito un tipo «estroverso e stravagante». Ma la partita non è ancora finita.

          ORAZIO Carraro è stato ascoltato da Francesco Pinto, il pubblico ministero potrebbe convocarlo di nuovo in Procura nei prossimi giorni. L´inchiesta è ripartita, e la polizia giudiziaria – forte del materiale giunto da Verona ed esaminato nei giorni scorsi – avrebbe avviato una serie di verifiche patrimoniali. Altri controlli riguarderebbero le procedure per l´assegnazione di appalti da parte della pubblica amministrazione, che a diverso titolo potrebbero aver coinvolto i tre genovesi arrestati otto mesi fa. «Omino», «Coniglio» e «don Pietro», com´erano soprannominati. Carraro aveva parlato di alcuni assegni versati all´amico Isola, in tutto 35 milioni per «addomesticare» gli appalti delle mense a favore della Gama. Il manager del Comune di Genova, che a suo tempo era direttore dell´Unità Organizzativa Gare e Contratti, giurando sulla sua innocenza aveva spiegato d´essere stato tirato in ballo da «un amico che deve aver perduto la testa, e che purtroppo già da qualche tempo aveva cominciato a sentirsi poco bene. Non so perché se la prenda con me, ma posso tranquillamente spiegare tutti quei pagamenti di cui va parlando Carraro». A partire da un effetto da 15.800.000 lire effettivamente ricevuto da Carraro: «Si trattava di un debito che aveva nei miei confronti. Gli avevo venduto vecchi gioielli e mobili. E del resto, vi pare che le tangenti si paghino così? Con un assegno firmato direttamente dal ‘corruttore´?».