Genova. Mense “truccate”, finale a sorpresa

25/01/2007
    giovedì 25 gennaio 2007

    Pagina VII – Genova

    Chiuse le indagini sugli appalti che avevano portato all´arresto del superfunzionario di Tursi Carlo Isola

      Mense "truccate", finale a sorpresa

      Nuove accuse ai manager pubblici, rischiano fino a tre anni

        Alcuni degli indagati pensavano a una società per gestire la ristorazione

          MASSIMO CALANDRI

            LA chiusura delle indagini sul giro di mazzette per gli appalti nelle mense pubbliche – scandalo che aveva portato all´arresto, tra gli altri, del funzionario pubblico Carlo Isola; di Giovanni Cazzulo, direttore amministrativo del Galliera; di Roberto Galiano, mobility manager dello stesso ospedale – regala un clamoroso ed inquietante retroscena.

            Investigando sulle tangenti versate, il pm Francesco Pinto ha scoperto che alcuni degli indagati avevano intenzione di fare le cose in maniera più grande e istituzionale. Nel loro futuro prossimo c´era infatti la creazione di una società misto-pubblica che avrebbe gestito la ristorazione scolastica del Comune di Genova e quella del Galliera. Tra le ipotesi, anche quella di una ristrutturazione del nosocomio. In cambio di un aiuto nell´aggiudicazione dei prossimi appalti, Carlo Isola avrebbe ricevuto alcune quote di una azienda privata partner di quella con partecipazione pubblica. E la garanzia che la figlia sarebbe stata assunta nella stessa azienda. Per la sua collaborazione, Giovanni Cazzulo avrebbe invece avuto quote e un ruolo dirigenziale nella società vincitrice degli appalti.

            Negli ultimi giorni gli ufficiali giudiziari hanno notificato i relativi avvisi di conclusione delle indagini preliminari. Si parla di corruzione aggravata, falso, turbativa d´asta: la pena, per il pubblico ufficiale dichiarato colpevole, va dai sei mesi ai tre anni di reclusione. Massimo Boggio, legale di Isola, ha saputo ufficialmente che il proprio cliente – per una settimana capo di gabinetto in Regione, già direttore dell´Unità Organizzativa Gare e Contratti del Comune – è accusato di «aver ricevuto, 18.323,89 euro per garantire alla Gama spa di Verona la proroga del contratto di appalto per la ristorazione scolastica del Comune di Genova e l´aggiudicazione della gara per la fornitura di pasti algli ospedali Galliera; nonché – scrive ancora il magistrato – , accettava da Orazio Carraro la promessa afferente all´attribuzione di quote di partecipazione e all´assunzione della propria figlia all´interno di una società privata partner di minoranza di una società misto-pubblica di futura ed auspicata costituzione, che avrebbe gestito la ristorazione scolastica del Comune di Genova e quella ospedaliera in seno agli ospedali Galliera, oltre che un ipotetico progetto di ristrutturazione dell´Ospedale Galliera».

            Il periodo preso in esame dalla Procura va dal settembre del 2000 allo stesso mese del 2003. E´ importante ricordare che uno degli altri indagati, Orazio Giuseppe Carraro, di Torriglia, difeso da Umberto e Andrea Garaventa, sarebbe l´uomo che per conto della Gama versò le mazzette. E precisamente: diciottomila e passa euro a Isola. Giovanni Cazzulo, assistito da Enrico Scopesi, avrebbe intascato cinquemila euro. Sempre secondo l´accusa, settemilacinquecento euro sarebbero andati a Roberto Galiano (avvocati Giuseppe Sciacchitano e Andrea Andrei), direttore dei lavori appaltati dal Galliera; l´ultimo "beneficiario", sostiene l´accusa, è Marco Buriani (Carlo Ispodamia, Enrico De vincentiis), incaricato dal Galliera di occuparsi del progetti per la mensa: per lui, 15.493,00 euro. Ai quattro indagati genovesi si aggiunge Mario Giovanni Rossi, direttore commerciale della Gama: è assistito dall´avvocato Pietro Franzosa, è lui che per conto della sua azienda avrebbe consegnato il denaro agli accusati tramite Orazio Carraro.