Genova. Lo Sheraton licenzia 22 persone

26/01/2005

    mercoledì 26 gennaio 2005

      OCCUPAZIONE I sindacati: «Fulmine a ciel sereno». L’anno passato si era chiuso con il sei per cento in più di presenze
      Lo Sheraton licenzia 22 persone
      Sit-in di protesta. L’hotel: «Pulizie a un’azienda esterna»

        Enzo Galiano

          Lo Sheraton torna a licenziare. L’albergo quattro stelle dell’aeroporto – 82 dipendenti, 282 camere, due suite presidenziali, servizi ispirati ai più alti standard internazionali – ha aperto, il 10 gennaio, la procedura di mobilità per 22 dipendenti. A rischio è l’intero reparto che si occupa della pulizia e del riassetto delle camere.

          A meno di ripensamenti, in primavera andranno a casa 17 cameriere ai piani, un facchino, una addetta alla lavanderia e tre governanti, che sovraintendono al generale decoro delle stanze. Martedì prossimo, le Rsu dello Sheraton hanno proclamato sciopero in concomitanza con una convention di giornalisti del "Sole 24 ore". Per dare maggiore visibilità al problema, i 22 (quasi tutte donne) in procinto di perdere il posto di lavoro daranno vita a un sit-in davanti all’ingresso dell’albergo. Il 4 febbraio, invece, è fissato un primo incontro tra azienda e sindacati. E’ un fulmine a ciel sereno, che non trova giustificazioni valide nel trend di mercato», scuote la testa Luca Maestripieri, segretario generale della Fisascat-Cisl.

          In realtà, il 2004 si è chiuso in maniera positiva per lo Sheraton, così come per gli altri alberghi cittadini. Per la struttura di Sestri, gestita in franchising della società"Gesthotels spa" di Varese e che risente meno di altre del flusso strettamente turistico, la crescita è stata più contenuta della media: + 6% rispetto al 2003, con 47 mila camere vendute e 58 mila presenze. Un risultato comunque apprezzabile, che pareva segnare un’inversione di tendenza rispetto agli anni precedenti quando la crisi del turismo e la non eccelsa vivacità congressuale avevano costretto lo Sheraton ad un primo ridimensionamento d’organico.

            «Si era partiti con l’idea di licenziare 18 persone – ricorda Giancarlo Guarnieri, responsabile regionale settore turismo della Filcams-Cgil – Alla fine, grazie ad un patto integrativo aziendale firmato in Regione, ci sono stati solo cinque uscite con incentivi. Gli altri tredici hanno accettato una riduzione di orario per andare incontro alle esigenze di risparmio e flessibilità».

            Il clima, però, è rimasto pesante. Tanto da convincere una ventina di lavoratori a cercare una nuova collocazione prima di incorrerre in ulteriori tagli. L’organico è così sceso da oltre cento unità alle attuali 82. Che sono, puntualmente, arrivati anche se in un momento del tutto inatteso. Di recente, Il Secolo XIX ha pubblicato un servizio sul buon andamento dell’attività alberghiera in Valpolcevera e nel ponente, Sheraton compreso. Lo stesso direttore del quattro stelle dell’aeroporto aveva sottolineano i segnali di rilancio. Ma adesso, difronte al possibile licenziamento in blocco dei 22 addetti ai piani, dice a denti stretti: «Non si tratta propriamente di esuberi, stiamo cercando semplicemente di esternalizzare il servizio».

              I motivi della ristrutturazione sono spiegati nella lettera con cui l’azienda annuncia ai dipendenti i 22 licenziamenti (e di cui riferiamo accanto). La causa è sempre quella: una crisi che permane nonostante i benefici del 2004, giunti solo in parte a compensare le pesanti perdite dei tre esercizi precedenti.

                «Vogliamo che l’azienda blocchi subito la procedura di mobilità e metta a punto un piano di rilancio serio», dice Guarnieri: «Il nostro timore è che, a forza di tagli, il marchio Sheraton, già sofferente, possa definitivamente sparire da Genova». Maestripieri conferma: «Ci opporremo con tutte le nostre forze a questi licenziamenti scellerati e incomprensibili, anche considerando che a pochi passi dallo Sheraton sta nascendo un polo nautico di livello internazionale».