Genova. Incrocia le braccia il settore commercio

16/11/2007
    venerdì 16 novembre 2007

      Pagine Genova

        LO SCIOPERO

          Nel sabato no global incrocia
          le braccia il settore commercio

            L’agitazione è contro le aziende associate all’AscomSono circa 50 mila i dipendenti coinvolti in città

              Daniele Grillo

                PASSINO i disagi per la manifestazione dei no global in centro, passi il concerto in De Ferrari che proseguirà ino a tardi, ma che in questo sabato diverso si debba anche rinunciare a Upim, Ikea e Castorama per molti genovesi sarà davvero troppo.

                Parte oggi anche a Genova l’offensiva dei sindacati dei lavoratori del commercio Fisascat-Cisl, Filcams Cgil e Uil-Tucs contro le aziende associate all’Ascom Confcommercio, l’associazione «che ha rifiutato ogni trattativa sul rinnovo del contratto». Un’iniziativa nazionale che a Genova ha un sapore in più nella concomitanza con il corteo che manifesterà in difesa dei 25 manifestanti del G8 accusati di saccheggi e devastazione. «Confidiamo nella correttezza dei datori di lavoro – ha detto ieri alla presentazione dello sciopero Luca Mestripieri (Fisascat) – se vorranno chiudere per motivi di ordine pubblico dovranno comunicarlo in anticipo e pagare la giornata di lavoro ai dipendenti».

                I lavoratori del commercio sciopereranno domani a livello nazionale (oggi solo quelle aziende che lavorano per cinque giorni la settimana) per protestare contro il mancato rinnovo del contratto di lavoro. A Genova sono circa 50 mila i dipendenti coinvolti, il 90% di quelli della grande distribuzione (Standa, Upim, Rinascente, Ikea, Castorama e altri). «Le nostre richieste erano normali – ha spiegato Mestripieri – un aumento di 78 euro per stare dietro all’inflazione e misure per ridurre la precarietà e stabilizzare i rapporti di lavoro». Su questo fronte ci sono le maggiori resistenze della Confcommercio. «Già oggi – ha detto Calogero Pepe (Filcams) – gran parte dei dipendenti, e parliamo in particolare dei commessi, ha contratti a termine, spesso rinnovati ogni tre mesi, oppure part time. Chi è a tempo pieno non arriva a 1.000 euro al mese».

                Oggi i primi presìdi in via Cavallotti, davanti all’Acquario (stamattina), piazza Baracca e Fiumara (pomeriggio). Domani la manifestazione di protesta principale davanti alla sede della Confcommercio di via Cesarea e davanti ad alcuni punti vendita come Standa e Basko. Inoltre i sindacati invitano i cittadini allo sciopero della spesa.

                Dalla Ascom di Genova rifiutano le accuse lamentando «la grande sofferenza del settore commercio». Sulla questione delle chiusure e sulla paura dei sindacati che in cambio degli assenti vengano assoldati lavoratori interinali: «Non credo che i negozi chiuderanno sabato – dice il funzionario Antonio Ornano – e non credo che verranno chiamati lavoratori interinali che costano il 25% in più, ma se succedesse nessuno potrebbe opporsi».