Genova. I pasdaran dell’albero di Natale

21/12/2007
    venerdì 21 dicembre 2007

      Pagina V – Genova

        A rischio il rito degli acquisti più attesi dell´anno. Cgil, Cisl e Uil portano l´attacco al cuore del mercato con un corteo in centro

          I pasdaran dell´albero di Natale

            Commercio in sciopero nel sabato d´oro della corsa ai regali

              RAFFAELE NIRI

                Portare l´attacco al cuore del mercato. L´appello è pesante: domani, sabato 22 dicembre, rinunciate a fare acquisti. «I Supermercati, gli ipermercati, i negozi nei quali andate a fare la spesa, vorrebbero pagare sempre meno i lavoratori, li vorrebbero sempre più flessibili: aiutateci, boicottandoli almeno un giorno». E pazienza se quel giorno cade a 72 ore da Natale: «Per le donne e per gli uomini che incontrate nei negozi alle casse, in mezzo alle corsie o che stanno allestendo gli scaffali non sarà un bel Natale, perché sono costretti a scioperare». L´appello al boicottaggio non viene da un gruppetto di luddisti: è firmato Cgil, Cisl e Uil. E sono gli stessi sindacati ad annunciare che – se i dipendenti del commercio risponderanno alla mobilitazione, come già era avvenuto il 17 novembre – per domattina organizzeranno un corteo in via XX Settembre, proprio nei momenti-chiave dello shopping.

                Una specie di Via Crucis del commercio, con tappe nei santuari degli acquisti, per volantinare e chiedere la solidarietà dei consumatori: Upim, Standa, Fnac, Coin, Mondadori, Feltrinelli, Rinascente. Racconta Luca Maestripieri, segretario Fisascat-Cisl: «Siamo al secondo sciopero in un mese e non per chiudere domattina, semplicemente per riuscire a sederci al tavolo delle trattative. E´ evidente che scioperare il 22 dicembre è una provocazione, un attacco al cuore dello shopping: ma solo se riusciremo realmente a danneggiare le aziende, a mandare in tilt le casse o interi reparti, avremo raggiunto il nostro scopo. Che è, molto semplicemente, ottenere l´apertura delle trattative».

                Due le ragioni principali dello sciopero: il contratto del commercio è scaduto da undici mesi e i lavoratori chiedono un aumento salariale di 78 euro in due anni, semplicemente per recuperare il potere d´acquisto.

                «Chiediamo anche più diritti per i ragazzi e le ragazze che hanno contratti a termine o che lavorano a part-time e per gli apprendisti – spiega Claudio Croci della segreteria Filcams Cgil – Vogliamo ridurre la precarietà e dare un futuro ai giovani. Purtroppo è proprio grazie ai precari, sbattuti alle casse per rimpiazzare chi sciopera, che non riusciremo a far chiudere i negozi. La volta scorsa, mentre interi reparti venivano chiusi, come alla Standa, grandi strutture come Ikea o Castorama si sono "salvate" proprio obbligando i trimestrali a far lavori non di loro competenza oppure facendo presidiare le casse dai dirigenti».

                E, se la volta scorsa forti adesioni erano state registrate soprattutto nelle grandi strutture (Ikea, Castorana, Coin, Rinascente, Standa, Feltrinelli, Upim, Acquario), domani, secondo il sindacato, potrebbe andare anche meglio. L´appuntamento è per le dieci in via Cesarea, angolo via XX Settembre, per una grande manifestazione prima sotto la sede dell´Ascom (che a differenza di Confesercenti e centrali cooperative è la più dura contro l´apertura delle trattative) e poi davanti ai punti dello shopping.

                «Certo, la struttura del commercio a Genova vede moltissimi punti vendita a conduzione familiare – spiega Croci – ed è difficile che, alla vigilia di Natale, ci sia da parte loro una forte adesione allo sciopero. Al contrario pensiamo che, nelle strutture più grandi, la risposta possa essere adeguata».

                In sostanza, difficilmente i grandi negozi domani chiuderanno. Ma è probabile che la situazione, già caotica per il sabato pre-natalizio, possa peggiorare. Se poi si aggiungerà il corteo mattutino, facile prevedere il tilt attorno a mezzogiorno.