Genova. I lavoratori invisibili da seicento euro al mese

15/06/2006
    gioved� 15 giugno 2006

    Pagina V – Genova

      EMERGENZA LAVORO

        Solo a Genova sono 6mila, fanno orari disagiati, spesso a tempo parziale, e non hanno alcuna garanzia

          I lavoratori invisibili da seicento euro al mese
          Oggi in piazza gli addetti delle imprese di pulizia

            Poche certezze, si va dalle dieci alle venticinque ore alla settimana "Ma il problema non sono solo gli stipendi, l�emergenza arriva dal lavoro nero"

              NADIA CAMPINI

                ARRIVANO al mattino presto, quando gli uffici sono chiusi, oppure la sera, quando tutti se ne sono gi� andati, fanno due-tre ore di lavoro in un palazzo, altre due-tre in un altro, magari all�altro capo della citt�, guadagnano 600-700 euro al mese, spesso di meno, poich� sono quasi tutti a tempo parziale: sono i �lavoratori invisibili�, gli addetti delle imprese di pulizie. A Genova sono 6000, un esercito sconosciuto, composto in gran parte di donne, spesso immigrati, mal pagati, sfruttati, che oggi si uniscono ai loro colleghi di tutta Italia nello sciopero generale proclamato da Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltrasporti. Da Genova sono partiti in 200 con pullman e treni per partecipare alla manifestazione nazionale che si terr� oggi a Roma. �Il contratto nazionale � scaduto da oltre un anno – spiega Claudio Croci, della Filcams – la richiesta � di un aumento di 90 euro al mese per il secondo livello, ma al di l� della partita economica, ci� su cui non riusciamo a farci ascoltare � la richiesta del sindacato di inserire un sistema di regole, in grado di arginare almeno il fenomeno degli appalti sempre al massimo ribasso, che finiscono per comprimere i diritti dei lavoratori e alimentare il lavoro nero�.

                In questo settore la flessibilit� era la normalit� gi� prima dell�introduzione della legge 30, oggi il sistema delle regole � saltato quasi completamente. Ci sono lavoratori che fanno due ore al mattino a Sampierdarena e magari altre tre la sera a Nervi, altri che lavorano di notte alla stessa cifra dei colleghi che fanno i turni di giorno. Il tempo pieno � l�eccezione, quello parziale � la regola, si va dalle 10 alle 15, 20, 25 ore la settimana, cos� � pi� facile incastrare i turni di pulizia in base alle necessit� delle singole aziende. Eppure nel settore delle pulizie non ci sono solo aziende piccole o piccolissime, la cooperativa che ha vinto l�appalto delle pulizie a San Martino ad esempio impiega solo per l�ospedale circa 350 dipendenti, un�altra azienda che opera nell�appalto delle pulizie di diversi ospedali ne ha oltre 130, chi lavora sugli appalti dei grandi magazzini arriva a 400 addetti. Nel tempo parziale molto gettonato � l�orario dalle 6 alle 9 del mattino, in alternativa quello dopo le 5 del pomeriggio, orario di chiusura degli uffici, fino alle 8 di sera.

                E nonostante la massima flessibilit� gli stipendi sono bassi: un lavoratore a tempo pieno, magari spezzettato, supera con difficolt� i 600-700 euro al mese, ma la media � molto pi� bassa, anche perch� l�orario prevalente � quello delle 15-20 ore settimanali, che fruttano 300-400 euro al mese. Visti gli orari oltre tutto difficilmente i lavoratori delle imprese di pulizie usufruiscono di servizi come i buoni pasto, quando addirittura non si vedono riconosciuti nemmeno il festivo o gli straordinari. �E� un settore ampiamente misconosciuto – dice ancora Croci – e spesso ai limiti dello sfruttamento, visti i bassi stipendi e la flessibilit� esasperata. Qui la legge 30 ha fatto solo danni�.

                  Il volantino diffuso dai sindacati per annunciare lo sciopero parla chiaro, secondo il documento firmato dai tre sindacati di categoria la protesta � stata proclamata �contro gli appalti al massimo ribasso, contro il lavoro nero e precario, per un rinnovo contrattuale che consolidi i diritti e le tutele dei lavoratori e recuperi il potere d�acquisto delle retribuzioni�.