“Gdo UE” «Non è la notte il momento dello shopping»

05/02/2007
    lunedì 5 febbraio 2007

    Pagina 22 – Cronache

    domande a
    Maria Luisa Coppa
    presidente Ascom

      «Non è la notte il momento
      dello shopping sfrenato»

        MARCO ACCOSSATO
        TORINO

        Maria Luisa Coppa, presidente Ascom Torino, non ha dubbi: «Sul fronte dell’orario lungo il dietrofront della Germania è una decisione valida anche per l’Italia».

        Per tutto il commercio?

        «Sicuramente per tutto ciò che non è “food”, cioè legato alla ristorazione: si sente spesso dire che in una città turistica l’apertura domenicale ha sempre un ritorno, così anche il prolungamento della chiusura la sera. L’esperienza, invece, insegna che ciò vale solo per alcuni negozi o in giornate dell’anno legate a manifestazioni particolari. L’orario lungo funziona per i negozi dedicati ai giovani o che offrono il souvenir o la curiosità caratteristica al turista. Il cliente del negozio “di marca”, dove si vende l’abbigliamento importante, non aspetta la domenica o la sera per andare a fare shopping. Idem per le gioiellerie».

        In nessuna domenica o sera dell’anno? Le Olimpiadi hanno dimostrato il contrario.

          «Le Olimpiadi sono state un evento unico e irripetibile. Le Notti Bianche confermano che la sera fanno qualche affare i ristoranti, i bar e chi vende pizza al taglio. Le aperture domenicali che le istituzioni ci hanno chiesto di garantire sono state solo un ulteriore aggravio per la piccola e media impresa».

          Dunque? Modello Germania?

            «Gli orari del commercio devono essere tarati a misura di cittadino. Nel Nord Italia si esce sempre più tardi dall’ufficio, sia in pausa pranzo sia la sera. E in tutto il Paese cresce il numero di single che, dopo il lavoro, devono mettere insieme qualcosa da mangiare. Non è più come un tempo che le donne uscivano presto al mattino, facevano la spesa sotto casa o al mercato, poi portavano le borse a casa e andavano al lavoro».

              Proposte?

                «Per il commercio “food” posticipare la chiusura alle 13,30 o alle 14, riaprire anche alle 16 e arrivare fino alle 20».

                E per il no-food?

                  «Si potrebbero benissimo alzare le serrande alle 10,30-11, garantire l’orario continuato, poi chiudere, come oggi, alle 19,30. Non è la sera, il momento da sfruttare, è la pausa pranzo. Dovremmo fare i conti anche con le stagioni: nei sabato pomeriggio, d’inverno, si vede il grande shopping. D’estate, molti sabato pomeriggio, la gente va via: certi negozi non fanno affari».