“Gdo” Supermarket: «A tu per tu con la merce» (2)

12/04/2007
    giovedì 12 aprile 2007

    Pagina 37 – Cronaca

    L´INTERVISTA

    Vanni Codeluppi, esperta di marketing: "Così comincia l´era del self service e della pubblicità"

      "A tu per tu con la merce"

      ROMA – I consumi non dal punto di vista delle scienze economiche ma come attività sociale e cultura di un´epoca. Vanni Codeluppi, che ne ha scritto per Carocci e Bollati Boringhieri, insegna allo Iulm di Milano, dove si occupa di merci, marketing, pubblicità e consumismo.

      Che cosa ha voluto significare la nascita del supermercato?

        Fino all´avvento del supermercato il consumatore era abituato al piccolo negozio sotto casa. Aveva un rapporto diretto con il venditore, con cui c´era familiarità e fiducia. Sostanzialmente il supermercato inventa il self service, nessuno o pochi rapporti con i commessi. E nasce proprio allora anche un rapporto diretto con le marche (prima esistevano solo come forma di denominazione dei prodotti, erano solo dei "nomi") e con i prodotti (non a caso è in quegli anni che nasce "Carosello" che per i vent´anni a venire sarà la principale forma di pubblicità per gli italiani). Il cibo in scatola, per esempio, fu una vera rivoluzione, soprattutto se si tiene conto del fatto che nel ´57 l´Italia in molte sue parti era ancora un paese contadino.

        Oggi ci sono i centri commerciali: come è cambiata la relazione tra la merce e il cliente?

          Paradossalmente da una parte si sta tornando ad avere o a pretendere un rapporto diretto con il cibo: i consumatori vogliono un´offerta personale, e molte catene hanno reintrodotto i piccoli "corner" oppure il banco del "fresco". Ma d´altra parte, uscendo dalla città, si sono creati luoghi non solo di shopping: i centri commerciali offrono eventi, animazioni, spettacoli, mostre, musica. Insomma: più divertimento che merci.

          (c.m.c.)