Gdo: Sulla tavola il piatto è «pronto»

14/01/2004


      Lunedí 12 Gennaio 2004



      Sulla tavola il piatto è «pronto»

      Consumi – Secondo una ricerca di Datamonitor in Italia il mercato crescerà del 31,1% entro il 2007


      I piatti pronti venduti al supermarket seducono i consumatori italiani. Tant’è che secondo una recente indagine della società internazionale di ricerca Datamonitor emerge che il nostro Paese è leader nella crescita di questo business. Grandi catene commerciali, industrie alimentari e network che operano nel settore dei pubblici esercizi ormai puntano con decisione sui piatti pronti. «In cucina si sta poco – commenta Vincenzo Miceli, al vertice di Nestlè Italia – i consumatori vogliono preparazioni alimentari gustose e al tempo stesso facili da realizzare soprattutto in un tempo ristrettissimo. E questo ha spinto molto le imprese ad accrescere il contenuto di servizio collegato ai prodotti alimentari e il mercato è destinato a crescere sempre di più». Secondo Datamonitor nel 2002 il mercato italiano dei piatti pronti valeva nel complesso 736 milioni di euro. Entro il 2007 si stima una crescita cumulata del 31,1% e il tasso di incremento di questo mercato pone l’Italia all’avanguardia in Europa, al secondo posto solo dopo l’Olanda, un Paese nel quale la grande distribuzione spinge da anni su questo business. Nell’arco di quattro anni il mercato dei piatti pronti dovrebbe quindi raggiungere quota un miliardo di euro circa, secondo le stime di Datamonitor, che valuta il business oltre 13 miliardi di euro a livello continentale. Le tendenze. Il mercato dei piatti pronti si sta poi evolvendo. L’indagine Datamonitor sottolinea il fatto che le preparazioni alimentari refrigerate stanno guadagnando terreno a livello internazionale, dopo che il business è stato di fatto aperto dai prodotti surgelati. A vantaggio dei prodotti refrigerati, cui spetta in media una quota del 22,3% del totale, gioca il fatto che possono vantare una grande varietà di possibilità di offerta. Per quanto riguarda il mercato italiano in particolare le stime Datamonitor sottolineano che il segmento dei prodotti surgelati continuerà a detenere la quota di riferimento. Il mercato è stato stimato 463 milioni (2002) e dovrebbe raggiungere quota 558 milioni entro il 2007. Più dinamici i piatti pronti surgelati (+7% circa nel periodo considerato) mentre la tendenza è vista stabile per le pizze (+0,4% appena per un mercato che vale circa 237 milioni). I prodotti refrigerati sono considerati il segmento più dinamico e il mercato dovrebbe raggiungere i 285 milioni di euro nel 2007 (170 milioni stima 2002). C’è uno spazio di crescita limitato nel nostro Paese per le preparazioni secche, mentre dovrebbero crescere del 6,7% nei prossimi anni i piatti pronti in scatola. La grande distribuzione. Le catene hanno investito molto su questo fronte e continueranno a farlo. Secondo le stime Iri-Infoscan nei primi dieci mesi di quest’anno, considerando però anche la pasta fresca all’interno della categoria, le vendite nella Gdo hanno raggiunto quota 600 milioni di euro con una crescita intorno al 10% rispetto allo stesso periodo del 2002. Il segmento dei piatti pronti surgelati resta dinamico con una crescita ampiamente superiore alla media, così come sta marciando a pieni giri il business delle preparazioni refrigerate di pronto utilizzo. I consumi fuori casa. Del resto una parte rilevante del mercato dei piatti pronti o semilavorati è relativo anche al sistema dei pubblici esercizi (horeca). Soprattutto i bar offrono in misura massiccia i servizi di ristorazione e utilizzano in maniera sempre più marcata le preparazioni pronte, così come l’intero sistema della ristorazione organizzata. I consumi alimentari delle famiglie. Secondo le ultime rilevazioni di Maior consulting, il mercato dei consumi alimentari delle famiglie vale nel complesso 173 miliardi di euro, di cui 113,6 miliardi sono relativi ai consumi food in ambito domestico e 59,4 miliardi a quelli fuori casa. Dal confronto del trend degli ultimi anni emerge che la quota del consumo alimentare fuori casa sta progressivamente crescendo. Il giro d’affari del sistema dell’horeca (prevalentemente formato da oltre 200mila punti vendita tra bar e ristoranti) quest’anno si attesterà intorno a quota 51,2 miliardi di euro, accrescendo il peso nell’ambito dell’intero business dei consumi fuori casa. I soli pasti serviti fuori casa dalle strutture dei pubblici esercizi sono stati pari nel 2003 – sempre secondo le stime Maior consulting – a 45,6 miliardi. Non va dimenticato però che il business è stato trainato dall’aumento dei prezzi, perchè il numero complessivo dei pasti tra 2001 e 2003 risulta in calo. Secondo gli operatori a soffrire in particolare sarebbero i ristoranti.

      VINCENZO CHIERCHIA