“Gdo” Qualità, nasce Eataly

29/01/2007
    sabato 27 gennaio 2007

    Pagina 24

    Un nuovo business messo in campo da Slow food e Coop

      Qualità, nasce Eataly

        Da Torino una catena di food-village

          di Alessio Stefanoni

            A Torino, nell’ex opificio Carpano, a pochi passi dal complesso polifunzionale del Lingotto, è nato Eataly, il primo grande mercato dedicato agli ´alti cibi’, dove l’enogastronomia di qualità, soprattutto piemontese, ma più in generale italiana, con qualche concessione all’Ue, incontra i prezzi sostenibili tipici della grande distribuzione. Il tutto all’insegna del motto, di Wendell Berry, il celebre contadino-poeta del Kentucky, divenuto famoso anche grazie a Slow food, secondo il quale ´mangiare è un atto agricolo’ e quindi, in buona sostanza, il primo gesto agricolo lo compie proprio il consumatore scegliendo ciò che mangia. E per la prima volta in Italia all’enogastronomia di qualità è dedicato un luogo dove è possibile l’incontro con il consumo di massa o comunque non più di nicchia. Eataly non sembra però destinato a rimanere un caso isolato: dopo Torino la proprietà ha annunciato aperture a Genova, Milano, Verona, Bologna, Firenze, Napoli, Bari e Palermo. A oggi si tratta comunque di un luogo certamente unico dove si può comprare, mangiare e imparare a riconoscere il cibo di qualità, ad apprezzarlo a tavola, ma anche a cucinarlo a casa grazie ai corsi di cucina curati da grandi chef piemontesi.

            Eataly è nato da un progetto dell’imprenditore Oscar Farinetti, con la consulenza tecnica di Slow food (ieri all’inaugurazione ufficiale era presente anche il presidente, Carlo Petrini) e la partecipazione di tre grandi cooperative: Coop Adriatica, Coop Liguria e Novacoop Piemonte.

            Eataly occupa una superficie di circa 11 mila metri quadrati all’interno della storica fabbrica dei vermouth Carpano dismessa a metà anni 90 e completamente ristrutturata nell’arco di tre anni, sotto il vincolo della Soprintendenza. All’interno dell’ex opificio vi sono 3.200 metri quadrati destinati ad aree didattiche, 2.450 metri quadrati per la vendita e la somministrazione del cibo (con un ristorante di livello nel seminterrato e tanti piccoli ristoranti tematici informali dove è possibile degustare sul posto ogni prelibatezza in vendita) e 820 metri quadrati destinati a percorso coperto aperto al pubblico. Le aree di vendita sono tematiche: il pesce, la carne (rigorosamente del Cuneese), i formaggi e i salumi (accanto alla vendita al banco sono presenti sale di affinazione nel seminterrato), la frutta e la verdura, il caffè e il tè, il gelato artigianale, la pasta fresca e la pasta secca di alta qualità, il pane e i dolci appena sfornati cotti in un forno a legna in pietra da un cuoco francese, i vini (oltre 40 mila bottiglie), la birra da tutto il mondo con alcune presenze significative di piccoli birrifici artigiani piemontesi. Non solo. Una biblioteca tematica ospiterà a regime mille volumi ispirati al mondo del cibo e numerose riviste di settore e una capiente sala conferenze da circa 200 posti consentirà di sviluppare una significativa attività convegnistica. (riproduzione riservata)