“Gdo” Puntolegno, la «conad» del bricolage

21/03/2007
AFFARI & FINANZA

Supplemento di economia, investimenti e management a
"il lunedì di Repubblica" del 19 marzo 2007. Anno 22 N.11

    Pagina 13 – Economia italiana/Attualità

      grande distribuzione

        Puntolegno, la ‘conad’ del bricolage

        Il consorzio ha oggi 42 punti vendita, cresce del 20% l’anno e punta all’estero

          CHRISTIAN BENNA

            A Sesto Calende la multinazionale è "fai da te". Metti insieme un imprenditore di Varese, con uno di Genova e un altro di Grosseto e il gioco è (quasi) fatto. Parte così, sotto l’ombrello di un consorzio del legno, la carica dei piccoli contro i colossi della distribuzione organizzata. Correva l’anno 1979. Da artigiani del mobile a venditori all’ingrosso: Rino Balconi, Carlo Benvenuti e Mario Gennari, i capiscuola dell’iniziativa, si ritagliano presto un ruolo da pionieri e protagonisti del bricolage. All’epoca un mondo ancora gli albori nel Bel Paese, mentre è già sulla rampa di lancio in Francia, Germania e Regno Unito. E oggi, a 28 anni di distanza, con un mercato che ha cambiato volto, e che appassiona anche i più pigri nel costruire, modellare e inventare a prezzi convenienti l’arredamento per la casa, l’ufficio o il giardino, l’associazione Puntolegno resta ancora saldamente in sella. La calata d’oltralpe delle grandi catene del "fai da te" non li ha spazzati via, come è successo per tante Pmi del comparto. Anzi. Ora il consorzio, una onlus per ragione sociale ma con una vocazione al business dei suoi aderenti decisamente più orientata al profit, raggruppa 42 impresepunti vendita in tutta Italia, impiega 450 persone e sforna fatturati in crescita tra il 15% e 20% l’anno: tranne per una leggera battuta d’arresto nel 2005, complice la crisi dei consumi che ha investito tutta la Gdo. Negli ultimi dodici mesi il giro d’affari è di nuovo tornato a correre, balzando in su del 10% a quota 92 milioni di euro.

            E in questi giorni a bussare alla porta del direttore commerciale Carlo Canavasso ci sono altre 60 ditte pronte a sgomitare pur di entrare in squadra. "Stiamo valutando tutti con attenzione spiega Canavasso . Non vogliamo diventare un club elitario, ma una selezione c’è. Sulla base della qualità offerta e l’etica d’impresa. Perché noi ci proponiamo come una rete di aziende, un vero incubatore di Pmi, e non certo un franchising che si limita a mettere il suo marchio". I vantaggi per chi indossa la casacca Puntolegno, nelle versioni Bricolage (per le superfici superiori a 1500 mq) e Bricosmall per quelle di almeno 300 mq, non mancano. Il consorzio funziona come una centrale d’acquisto in grado di ridurre i costi degli ordini e di avvalersi di un nutrito gruppo di fornitori di fiducia. E poi c’è la bussola sempre accesa sulle ultime tendenze. "Non basta più essere competitivi sui prezzi – precisa Canavasso La concorrenza è agguerrita e il gioco al ribasso rischia di mettere tutti all’angolo. Quindi dobbiamo puntare su cataloghi innovativi osservando ogni oscillazione dei trend di mercato. Adesso per esempio tira moltissimo il segmento del vivere all’aria aperta, dai barbecue agli attrezzi per il giardino". Ma per intercettare gusti e gli umori dei consumatori servono mille occhi. E Puntolegno ha risposto a queste esigenze ancora una volta l’attacco, lanciando un consorzio internazionale. Pochi mesi fa il l’associazione è stata promotrice di un progetto aggregativo europeo, che ha riunito, sotto le insegne di BricoAlliance, altre Pmi del bricolage di Portogallo, Belgio e Spagna. Che messe insieme, e guidate da un Cda transfrontaliero, fanno oltre 605 milioni di ricavi, 450 mila mq di superficie e 204 punti vendita. Voilà, la multinazionale dei piccoli è servita.