“Gdo” Negli ipermercati 130 distributori

24/01/2007
    martedì 23 gennaio 2007

    Pagina 15 – Economia e Imprese

    Liberalizzazioni – I gruppi della grande distribuzione rilanciano su diesel e banzina: in arrivo nuovi punti vendita

      Negli ipermercati 130 distributori

        Nei centri commerciali si eroga cinque volte la media di carburante di una stazione

          Vincenzo Chierchia

            MILANO

            Le catene della grande distribuzione rilanciano sui carburanti, un business fortemente sinergico con l’attività commerciale e ad alta resa: in media una stazione di servizio gestita dai gruppi commerciali realizza oggi anche 5 volte il volume di erogato di una pompa di benzina media (1,6 milioni di litri/anno).

            Mentre le associazioni di categoria fanno pressing sul Governo, i giganti transalpini Auchan e Carrefour nel 2007 apriranno almeno tre nuovi distributori ciascuno. Il Conad, d’intesa con il partner Leclerc, sta preparando domande a raffica per aprire, dopo il punto pilota di Altopascio (Lucca), quante pià stazioni di rifornimento sono possibili.

            Oggi in Italia operano (dati Unione petrolifera) almeno 22.400 stazioni di servizio. La quota della Gdo è minima: solo 24 impianti di cui 15 riconducibili a Carrefour, otto ad Auchan e uno a Conad. Ma gli obiettivi dei vari gruppi sono ambiziosi. Auchan punta a realizzare almeno 42 impianti, Carrefour stima intorno a 55 stazioni almeno il proprio potenziale e il Conad si prepara a realizzare poco più di una trentina di impianti. A breve si arriverebbe dunque a un totale di circa 130 impianti.

            Il parterre dei gruppi interessati, comunque, si sta via via allargando. Coop sta infatti per entrare sul mercato dopo aver studiato attentamente il business per qualche anno, e Interdis, dopo aver siglato una partnership strategica e commerciale con il Conad, guarda con estremo interesse ai carburanti. I colossi della distribuzione stanno infatti investendo molto su operazioni di marketing e fidelizzazione e far la spesa in un centro commerciale con annessa pompa di benzina consente oggi di fare rifornimento con uno sconto che supera anche il 10% rispetto alla media, in pratica 5 euro su un pieno di 40 litri, grazie alle promozioni che fanno leva proprio sul rifornimento.

            Le catene distributive sono però interessate solo alle stazioni di servizio collegate agli shopping center: finora hanno sempre snobbato l’acquisto dei pacchetti di stazioni messi sul mercato dai gruppi petroliferi.

            Il nodovero da sciogliere – per i big della distribuzione – è rappresentato dalle leggi regionali che disciplinano il settore dei carburanti, regolando l’apertura delle nuove stazioni di servizio e gli orari di lavoro (52 ore a settimana). Secondo una ricognizione effettuata da Federdistribuzione e di analisi sui vari gruppi commerciali, investire in nuove stazioni di servizio è oggi estremamente difficile a causa dei vincoli in sede locale. La Gdo punta l’indice contro il numero chiuso degli impianti per aree.bacino, previsto da amministrazioni come la Campania (a livello comunale) o il Veneto (provincia). In Lombardia e Sicilia le barriere ai nuovi impianti sarebbero determinate da un meccanismo di sostanziale contingentamento. Sotto accusa anche il meccanismo delle distanze minime che su strade di scorrimento, sulle quali insistono i centri commerciali, ad esempio, oscillano tra i 2mila metri (Liguria) e i 6mila (Lombardia) passando per i 4mila del Veneto e i 5mila del Lazio. La Lombardia viene comunque giudicata la regione dove aprire nuovi impianti è più difficile, seguita da Marche, Puglia e Toscana.