“Gdo” Mille panifici negli ipermercati

11/04/2007
    sabato 7 aprile

    Pagina 15 – Economia e imprese

    Con la deregulation la grande distribuzione accelera le aperture nei punti vendita

      Mille panifici negli ipermercati

        Vincenzo Chierchia

        MILANO
        Per le panetterie la deregulation è scattata l’estate scorsa, con la prima tranche delle liberalizzazioni del ministro dello Sviluppo economico Pier Luigi Bersani, varata in giugno. Ma ad imprimere una accelerazione al mercato è ora la grande distribuzione. Le catene di supermercati e ipermercati infatti moltiplicano gli investimenti e sono in via di apertura un migliaio di punti di produzione e vendita di pane, raddoppiando così l’offerta attuale.

        Per il pane fresco – rileva Prometeia – gli italiani spendono almeno 18,1 miliardi di euro l’anno, ovvero 312 euro pro-capite. Per il 2007 la spesa delle famiglie è prevista in incremento delloo,5% dopo il rialzo dello +0,6% del 2006. I prezzi in media dovrebbero crescere del 2,2% quest’anno.

        La scossa sulle panetterie

          Un primo effetto la manovra di Bersani sembra averlo ottenuto. Il mercato si è rimesso in moto, e le differenze tra punti vendita (panetteria e piccola ristorazione, ad esempio) cominciano ad assottigliarsi. Il presidente dell’Associazione panificatori milanesi, Antonio Marinoni, per 25 anni leader nazionale di categoria, a caldo aveva promesso battaglia contro un provvedimento che liberalizzava licenze bloccate da decine di anni. Oggi ha cambiato tono. «Le imprese – sottolinea oggi Marinoni – stanno ampliando la gamma dell’offerta. Possiamo puntare sulla ristorazione veloce, oltre al pane offriamo anche i piattti ponti da consumare in negozio. Davanti a noi si è aperto uno spazio enorme di mercato. Adesso però aspettiamo che Bersani vari il regolamento che definisca e tuteli il pane fresco».

          La scossa al mercato c’è stata. Il ministero ha calcolato che da luglio a ottobre sono state denunciate ai registri delle camere di commercio 1.377 nuove imprese di panificazione, di cui 998 (il 72%) iscrittesi senza la necessità di ottenere la licenza, sfruttando quindi la nuova normativa. «Che nel settore si respiri un clima diverso è indubbio, c’è più concorrenza e competitività, in generale – sottolinea Marinoni -. Al Sud poi sta emergendo tutto il nero che c’era prima. Credo che possano emergere almeno 2mila realtà finora rimaste nel sommerso».

          Il settore della panificazione è complesso e molto articolato. L’Associazione panificatori stima l’esistenza di 25mila imprese, con 60mila addetti. Alle Camere di commercio (per effetto anche del meccanismo delle licenze multiple) si stimano 49.225 realtà che trattano pane e prodotti da forno e tra giugno e settembre 2006 la crescita del numero delle imprese risulta pari allo o,5% (pari a 227 realtà). Le realtà commerciali (compreso l’ingrosso) sono 3.788 e l’incremento giugno-settembre è stato dello 0,7%. L’incremento maggiore delle imprese tra giugno e settembre è stato rilevato per le attività di produzione di pizze al taglio e altre specialità da asporto.

          Le grandi catene all’attacco

            Il pane è poi uno dei nuovi business per la grande distribuzione. La quota di mercato delle grandi catene di supermercati oggi è apprezzabile, secondo i dati dell’Associazione panificatori: nell’arco di sette giorni gli italiani acquistano il pane 1,3 volte al supermercato e 5,7 volte in panetteria. Detto in altri termini, la quota di mercato della Gdo si aggira sul 20% del totale, le panetterie sono attestate sul 75%, il resto fa capo a realtà di panificazione industriale. ma le grandi catene puntano alla leadership di mercato.

            «La grande distribuzione è molto attenta – sottolinea Alessandro Binetti, top manager Unicoop Tirreno -. Finalmente è finitala corsa obbligatoria all’acquisto di licenze di panificazione, ora possiamo investire liberamente». I big del settore – da Finiper a Esselunga, da Sisa a Selex – puntano molto sulla panificazione come elemento forte dell’offerta. Già negli ipermercati più moderni alla panificazione sono stati riservati gli spazi più ampi e migliori.

            I piani di investimento sono in corso di definizione in questo periodo, ma è possibile ipotizzare che, accanto al surgelato riscaldato, il pane fresco verrà prodotto e offerto sempre di più. Al quartier generale del gruppo Conad, ad esempio, fanno sapere che il numero delle panetterie oggi poco più di un centinaio raddoppierà nel giro di pochi mesi. La catena Crai, si prepara a fare altrettanto, per arrivare in breve tempo ad almeno 500 panetterie in piena regola collegate ai punti vendita. Complessivamente un migliaio di nuove panetterie sta per aggiungersi a quelle esistenti.

            Si aprono infine nuovi spazi di business. «La panificazione è un settore con ottime prospettive» commenta Mario Resca, che, dopo aver portato McDonald’s in Italia ha avviato un investimento in Toscana proprio nel settore del pane con fondi di private equity.

            Si intensificano infine gli investimenti innovativi come nel caso della milanese Princi che (dopo aver realizzato le panetterie di design) offre prodotti di gastronomia 24 ore su 24 e sette giorni su sette.

            I nodi da sciogliere

              Resta da affrontare il problema del pane fresco nei festivi. «Nonostante la liberalizzazione – sottolineano alla Esselunga – rimane ancora in piedi il divieto di sfornare pane fresco di domenica, ad eccezione delle zone turistiche. Sarebbe opportuno che il ministro Bersani abrogasse questo divieto che risale al 1966»