“Gdo” Lo spazio non fa business

14/11/2006
    luned� 13 novembre 2006

    Pagina 12 – Economia e imprese

    Commercio – Le grandi catene hanno aumentato le superfici ma � calata la resa per metro quadro

      Gdo, lo spazio non fa business

        Si deve puntare di pi� su diversificazione e tecnologie

          E.Si.

          La grande distribuzione in Italia � sempre pi� vicina alla soglia di saturazione degli spazi e solo un’accentuata diversificazione delle formule potr� sostenere la crescita dei consumi. Lo rivela uno studio della Bain & Company Italia condotto per indicod-Ecr, la sigla che rappresenta oltre 30mila aziende industriali e distributive del largo consumo. La ricerca far� da perno ai lavori del convegno annuale dell’associazione, finalizzato a �intercettare la domada nell’Italia che cambia� e in programma dopodomani, 15 novembre, al teatro Grass8i di via Rovello a Milano.

          L’analisi della Bain & Company rivela come, negli ultimi anni, il sistema distributivo abbia fatto registrare un progressivo aumento delle superfici, a fronte di fatturati quasi piatti: in particolare, i volumi d’affari a valori reali sono cresciuti dell’1% l’anno, mentre le superfici commerciali sono aumentate del 3,5%, con una riduzione delle performance per metro quadro del 7% dal 2003 a oggi. Esiste, inoltre, una marcata differenza nella densit� di offerta tra le diverse aree geografiche : Sardegna, Friuli e Marche hanno raggiunto densit� superiori ai 265 metri quadrati ogni mille abitanti, aumentando le superfici del 30% nei tre anni di riferimento, mentre altre regioni, come la Toscana, sono sotto i 190 metri quadrati.

          �I modelli esteri insegnano che bisogna diversificare i formati distributivi�, commentaMarco Costaguta, 47 anni, partner di Bain &Company. �Da un lato si deve puntare verso l’alto, migliorando l’offerta in termini di servizio e di qualit�, valori che il consumatore � disposto a pagare in termini di prezzo. Al tempo stesso, per�, occorre accelerare nella direzione della grande convenienza, o nelle nicchie di mercato�.

          Gli sforzi degli operatori, per�, da soli non bastano: �Abbiamo bisogno di un sistema Paese che aiuti maggiormente lo sviluppo�, dichiara Dario Rinero, 44 anni, presidente di Coca-Cola Hbc Italia e da un paio di mesi al vertice di Indicod-Ecr. I temi-chiave sono quelli di sempre, a cominciare da infrastrutture e liberalizzazioni. �Per sviluppare la nostra azione – afferma Rinero – stiamo lavorando a un mandato di programma, impostato e condiviso dal comitato di presidenzae approvato dal direttivo, che permetta per ciascun progetto di verificare progressivamente lo stato di avanzamento�.

          Una sfida decisiva per il futuro del largo consumo resta quella dell’innovazione tecnologica. E su questo fronte la svolta pu� arrivare dall’introduzione dell’Epc, Electronic Product Code, il nuovo standard di codifica dei prodotti e dei contenitori, basato sull’invio di segnali di radiofrequenza. per sviluppare questa tecnologia, Indicod ha avviato una collaborazione con il Politecnico di Milano, che prevede, entro due anni, la conclusione della fase di sperimentazione.