“Gdo” Interviste: il negoziante e il sacerdote

07/06/2007
    giovedì 7 giugno 2007

    Pagina 23 – Cronache

    IL NEGOZIANTE

      «Ma il Vaticano 200 anni fa disse: aprite pure»

        ROMA — «Aspetti che vado a prendere l’editto». Riccardo Conte è titolare da 40 anni di una merceria a Roma. Ed è vice presidente di Quelli della domenica, associazione che nella capitale si è battuta (con successo) per la liberalizzazione degli orari dei negozi.

        Di che editto parla?

          «Senta qui. "Editto vaticano firmato dal cardinal Luchi il 3 febbraio 1802.
          Speziali, fornari, osti, ferracavalli" e un sacco di altre categorie "possono restare aperti anche la domenica, purché dopo le prime messe".
          Com’è che si dice? Più realisti del re. Ecco, questi sono più papisti del Papa».

          La domenica fate buoni affari?

            «Sì, la gente viene più rilassata, chiacchiera. E molti arrivano con moglie e figli. Si può stare in famiglia anche uscendo. Magari a casa si sta zitti davanti alla tv».

            E l’apertura domenicale non è un problema per la sua di famiglia?

              «Ma no, si fanno i turni. Quando si è sposata mia figlia, era domenica, la merceria era aperta. I negozi sono come il tram: un servizio essenziale».

              L. Sal.

              ***

                IL SACERDOTE

                  «Chiese vuote E io evangelizzo all’Iper»

                    ROMA — «Non c’è dubbio, i centri commerciali hanno preso il posto, come luogo di ritrovo, di quello che un tempo erano parrocchie e oratori. Per questo noi ci andiamo». Don Davide Banzato è il responsabile evangelizzazione di Nuovi orizzonti, associazione nata per aiutare i disperati della stazione Termini di Roma e che batte nuove strade per trovare fedeli.

                      Cosa fate nei centri commerciali?

                        «Spettacoli di animazione: suore vestite da clown, sacerdoti che fanno giochi di prestigio. Poi alla fine diamo dei volantini e ascoltiamo i problemi della gente».

                        Vi ascoltano o tirano dritto?

                          «Quattro volte su cinque ci ascoltano. Alcuni poi ci vengono a cercare».

                          In quanti centri commerciali siete stati?

                            «Una decina l’anno».

                            Mai avuto problemi?

                            «Ai Gigli di Firenze non hanno voluto che mettessimo la tenda che usiamo come chiesa volante. A Frosinone non ci hanno fatto entrare nemmeno nel parcheggio. Il direttore era anticlericale». L. Sal.