“Gdo” Frenano gli ipermercati: consumi in calo del 4,5%

26/03/2007
    sabato 24 marzo 2007

    Pagina 23 – Economia e imprese

    La spesa delle famiglie. Brusca caduta delle vendite nei primi due mesi dell’anno

      Frenano gli ipermercati:
      consumi in calo del 4,5%

        Vincenzo Chierchia

          MILANO

          Le famiglie italiane tirano la cinghia e il 2007 debutta con una vistosa contrazione dei consumi. E a pagare il dazio è soprattutto la Grande distribuzione.

          Le vendite al dettaglio a gennaio – fa sapere l’Istat – sono diminuite dello o,4% rispetto a dicembre, e si tratta del dato peggiore da aprile 2005 (-0,8%). Rispetto al gennaio 2006 le vendite risultano a crescita zero. Gli alimentari hanno accusato una flessione tendenziale dello o,7% mentre per il complesso dei beni non food le vendite hanno messo a segno un progresso dello 0,4%. La grande distribuzione ha accusato una flessione tendenziale dello 0,7% a fronte di un progresso dello 0,3% del piccolo dettaglio.

          La crisi delle catene di vendita è stata rilevata anche da una indagine realizzata dall’Università Bocconi (Cermes), nella quale si documenta che nel primo bimestre del 2007 risultano in flessione sia il consuntivo globale delle vendite della Gdo a prezzi correnti (-0,5%), sia la dinamica delle vendite a rete costante (-3,1%) ossia depurata dall’effetto espansivo determinato dall’apertura di nuovi negozi. L’indagine ha messo poi in rilievo il fatto che nei primi due mesi dell’anno c’è stata anche una brusca caduta delle vendite in volume (-2,1%) oltre che in valore, come detto. Dati che hanno preoccupato non poco le aziende del settore del largo consumo visto che – come testimonia l’analisi Bocconi – i budget 2007 sono improntati a un’apprezzabile crescita del giro d’affari: +5,2% per le imprese industriali e +3,5% per le catene della grande distribuzione.

          A livello dei singoli formati commerciali, l’indagine ha sottolineato che intanto a inizio 2007 si è aggravata la crisi degli ipermercati: -4,5% le vendite nel bimestre dopo il -0,9% della media 2000-2006. Brusca caduta di risultati anche per i supermercati (-2,1%), per i supermarket di quartiere, le superette (-1,4%) e per i discount (-2,7%) nei primi due mesi dell’anno dopo il -0,8% cumulato tra 2000 e 2006. In controtendenza i superstore (piccoli ipermercati) con un +3% e i convenience store (i super intorno ai 400 metri quadri) con +1,5%, che testimoniano come gli italiani prediligano gli acquisti sotto casa.

          Che i comportamenti di acquisto stiano cambiando è testimoniato da vari fattori. L’indagine Bocconi rileva che è tornata a crescere l’inflazione percepita dai consumatori che oggi si attesta sull’8,9%. In secondo luogo si rileva che le promozioni stimolano sempre meno vendite aggiuntive e che è scattato una sorta di effetto di assuefazione. Gli italiani sono tornati a restringere il tempo speso nei punti vendita e a far acquisti seguendo il più fedelmente possibile la classica lista della spesa per limitare gli acquisti di impulso e la dispersione di risorse. Risulta confermata la debolezza della domanda interna e le preoccupazioni sull’intensità della ripresa in atto, commentano dall’Ufficio Studi Confcommercio, che ipotizza una flessione reale dei consumi vicina all’1,1% a gennaio. «I dati sulle vendite sono molto preoccupanti serve un impegno del Governo» afferma Marco Venturi, presidente Confesercenti.