“Gdo” Flexi-Coop: la cassiera decide i turni

01/02/2007
    giovedì 1 febbraio 2007

    Pagina 10 – CAPITALE & LAVORO

    Flexi-Coop
    La cassiera decide i turni

    S. F.
    Milano

    Si chiama «isole del tempo» e si articola in due fasi, quella «del desiderio» e quella «della concertazione». E’ il modello organizzativo, finalizzato alla conciliazione tra tempi di vita e di lavoro, in sperimentazione alla Coop di Vignate (Milano). Come precisa il direttore Leonardo Serra, il modello partito a Strasburgo qualche anno fa e già in atto in diversi punti vendita Coop in Toscana e in undici Iper di Coop Adriatica. Anche l’esperimento lombardo prevede, per le cassiere, l’autogestione degli orari e dei turni di lavoro.

    In pratica, dato un monte di 84 ore al mese, sono le lavoratrici, divise in due gruppi di venti persone, ad allocarle nell’arco di un mese. Si può cioè decidere, sulla base delle proprie esigenze, di non lavorare per una settimana, per poi recuperare la settimana successiva, senza essere costrette a ricorre ai «permessi». La programmazione è mensile, ogni settimana cioè le lavoratrici contrattano e stabiliscono i turni di lavoro della settimana corrispondente del mese successivo. Il tutto, tramite un sistema informatizzato.

    Durante la prima fase, «quella del desiderio», ciascuna lavoratrice esprime le proprie esigenze e l’orario conseguente che vorrebbe avere. Nella seconda fase, quella della negoziazione, le esigenze di ciascuna devono trovare una composizione. Ci sono naturalmente alcune regole che ciascuna lavoratrice si deve dare (ad esempio, deve essere disponibile due sabati al mese). E alla fine, la cosiddetta «tavola dell’equità», che formalizza il risultato della concertazione e tiene conto delle rinunce o delle disponibilità di ciascuna lavoratrice. «La sperimentazione è partita da poco – spiega Serra – e tutte le 40 lavoratrici, eccetto due, hanno aderito spontaneamente». Sui risultati, è forse presto per le valutazioni. Il cambiamento del sistema organizzativo, se da una parte è in grado di dare soddisfazione a bisogni differenti (da chi voleva andare in palestra e ora può farlo, a chi ha figli o parenti a casa da accudire), dall’altra richiede un’autogestione del tempo, che può anche essere stressante. Si tratta insomma di una sperimentazione, soprattutto per loro.