“Gdo” Esselunga: con il sindacato torna la mano dura

07/11/2006
    N.43 anno LII – 2 novembre 2006

    Pagina 232 – Economia

    GRANDE DISTRIBUZIONE / COSA FAR� CAPROTTI

      E con il sindacato torna la mano dura

        "Da quando le redini del gruppo sono tornate saldamente nelle mani di Bernardo Caprotti, le adesioni dei lavoratori dell’Esselunga ai sindacati sono cresciute sensibilmente. Nell’ultimo anno gli iscritti sono aumentati del 25 per cento e in Lombardia la percentuale di addetti sindacalizzati � del 60 per cento", dice Vito Schiavone, dipendente Esselunga dal 1975 e responsabile della Cgil per il gruppo. "Le relazioni industriali non sono mai state facili, in questa azienda. Per sette anni, tra il 1990 e il ’97, non si riusc� neppure ad approvare il contratto aziendale", ricorda il sindacalista. Poi al comando del gruppo � salito Giuseppe Caprotti, il figlio del fondatore, e le relazioni industriali sono migliorate parecchio. "Giuseppe era decisamente pi� attento alle esigenze dei dipendenti", dice Schiavone, "suo padre � invece � un duro". Adesso � in corso un braccio di ferro sulle "ferie aggiuntive", maturate da categorie di lavoratori con maggiore anzianit� aziendale e che la societ� vorrebbe trasformare in permessi individuali. Parecchie le frizioni anche sugli orari di lavoro e sulle domeniche lavorative. Racconta ancora Schiavone: "Sembra che adesso l’azienda preferisca andare davanti al giudice piuttosto che trovare un’intesa. Un caso recente: � stato licenziato un delegato, impegnato per il sindacato, mentre Esselunga sosteneva che fosse in vacanza con la moglie. Per� lei era regolarmente al lavoro. Il delegato ha vinto la causa".