“Gdo” Così le Coop controllano un supermercato su 4

23/10/2006
    luned� 23 ottobre 2006

    Pagina 11 – Interni

    Cos� le Coop controllano
    un supermercato su 4

      Prestiti sociali, fisco �agevolato�, assetti societari blindati, legami con le giunte rosse: un predominio che non ha eguali in Europa

        Stefano Filippi

        I dati Ac-Nielsen dicono che la quota � del 25,7 per cento. Nelle rilevazioni Infoscan si sale al 26,7. � il potere delle coop, il tentacolare colosso che domina iper e supermercati. Oltre un quarto della grande distribuzione alimentare in Italia � targato Lega delle cooperative: le �nove sorelle� a marchio Coop e i Conad. Il concorrente pi� insidioso (si fa per dire) � la catena francese Carrefour, che supera di poco il 10 per cento. Seguono Auchan, Selex, Sidis, Esselunga e sigle minori. Un predominio indiscusso e inattaccabile.

        Come hanno fatto le coop a conquistare questo primato? Con un regime fiscale di assoluto favore, un assetto societario blindato e la possente leva finanziaria del prestito sociale. E con un sistema illustrato in una recente intervista a Repubblica da Leonardo Del Vecchio, patron di Luxottica che con la famiglia Benetton aveva rilevato i marchi Gs e Autogrill dall’Iri-Sme. � uno scenario simile a quello sintetizzato da Silvio Berlusconi, cio� la triangolazione fra coop, partito (Pci-Pds-Ds) e amministrazioni locali di sinistra. Il re degli occhiali spiega dunque cos� la decisione di vendere i negozi Gs a Carrefour: �Succedeva che per due, tre anni trattavamo le licenze commerciali con un Comune. Concedevamo tutto quello che chiedevano: costruzione di scuole, verde pubblico, servizi sociali. Tutto a posto, eppure alla fine la licenza ci veniva negata. E in seguito il terreno se lo prendevano le Coop�.

          Un esempio? Lo racconta l’ex ministro Carlo Giovanardi in un libretto intitolato �La coop sei tu, chi pu� fare di pi�?�. Primi anni ’90: Esselunga voleva trasferire e allargare il supermercato di Sassuolo. L’amministrazione di sinistra bocci� tre volte la domanda di trasferimento; quando arriv� il nulla-osta dalla Regione Emilia Romagna, lasci� trascorrere i 30 giorni entro i quali doveva adottare il provvedimento di sua competenza e poi fece ricorso al Tar sbandierando una memoria redatta dalla Coop Estense. Esselunga dovette alzare bandiera bianca mentre, in quegli stessi mesi, a Modena la giunta di sinistra si batteva per il terzo ipermercato Coop.

          In Emilia Romagna le coop, con un fatturato che nel 2004 ha sfiorato i cinque miliardi di euro, controllano il 67 per cento della grande distribuzione alimentare: in Lombardia nessuna catena raggiunge il 10 per cento. Nella provincia di Modena la percentuale balza al 74 per cento: 66 supermercati su 90 sono Coop o Conad e le relative societ� Coop Estense e Nordiconad sono al secondo e al quarto posto nella classifica delle maggiori aziende della provincia per fatturato annuo, dietro rispettivamente alla Ferrari e all’Inalca. In Liguria le coop hanno il monopolio assoluto degli ipermercati: Carrefour, che pure ha vinto tutti i ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato, � ancora al palo mentre la catena Iper ha ripiegato su tre strutture nell’Alessandrino presso i confini liguri (Serravalle Scrivia, Pozzolo Formigaro, Tortona).

          Le cooperative della grande distribuzione rappresentano l’82 per cento degli iscritti alla Legacoop e il 42 per cento del suo fatturato. I 1.297 punti vendita Coop (43 nuove aperture nel 2005) e gli oltre 6, 2 milioni di soci (pi� 5,1% nel 2005 rispetto al 2004) sono strutturati su base territoriale: la maggiore � Unicoop Firenze di Turiddo Campaini (fatturato di 1.900 milioni di euro) seguita da Coop Adriatica di Pierluigi Stefanini (1.720 milioni) e Coop Estense di Mario Zucchelli (1.181 milioni). Il perno del gruppo � Coop Italia, la centrale acquisti e marketing che gestisce approvvigionamenti e politica commerciale, guidata da Vincenzo Tassinari. I settori di business sono in continua espansione: librerie (operazione guidata da Romano Montroni, ex direttore delle librerie Feltrinelli), farmacie, distributori di carburante e in prospettiva telecomunicazioni ed energia. �Vogliamo intervenire su tutto ci� che � sottoposto a tariffa, in maniera diretta e indiretta�, dice Aldo Soldi, presidente dell’Ancc-Coop.

            In Europa una presenza cos� massiccia delle coop nella grande distribuzione non ha uguali. In Francia il movimento mutualistico � stato oscurato dai giganti privati Carrefour, Intermarch�, Auchan, Casino, Leclerc; idem in Germania, dove il mercato � in mano ai gruppi Metro, Rewe e Edeka. Nemici temutissimi, spauracchi gi� presenti anche in Italia dove hanno acquisito – oltre ai Gs – anche Standa (Rewe), Rinascente e Sma (Auchan). Ma anche le coop hanno aiutato la calata dello straniero: Conad ha un patto d’acciaio con Leclerc. E nel febbraio scorso ha fondato Coopernic assieme alle catene Colruyt (Belgio), Coop Suisse (Svizzera), Rewe e la stessa Leclerc per realizzare una nuova centrale d’acquisto continentale. Protezionisti se si tratta del destino di Esselunga, aperti verso l’estero quando si firmano accordi commerciali.