Gdo: Coop spinge sui farmaci

07/12/2005
    mercoledì 7 dicembre 2005

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      I piani dell’insegna per entrare nel mercato. Federfarma: consumatori in pericolo

        Gdo, Coop spinge sui farmaci

        Adv contro il caro-medicina e servizi alla clientela

          di Marco A. Capisani

            Si apre la guerra dei medicinali da banco tra grande distribuzione e farmacie. Una battaglia a colpi di advertising e servizi al consumatore, tra chi vuole portare nei centri commerciali i farmaci acquistabili senza ricetta e non rimborsabili (pubblicizzabili o meno) e chi, invece, preferisce che le medicine non vengano trattate come un qualsiasi bene di consumo e siano vendute solo nelle farmacie. Terreno di scontro è un mercato che vale oltre 2 miliardi di euro, circa il 10% dell’intero settore tricolore dei medicinali.

            Coop ha lanciato infatti sabato scorso la prima campagna pubblicitaria (firmata Lowe Pirella) che chiede apertamente prezzi più equi per i farmaci da banco, con il claim ´Un farmaco dev’essere un farmaco. Non un lusso’. L’operazione si rivolge alle famiglie italiane e prepara il terreno alla prossima campagna, in calendario a gennaio, che chiamerà i consumatori a scendere in campo.

              ´Dall’inizio del 2006 inizieremo la raccolta di firme a favore della liberalizzazione del settore’, dichiara a ItaliaOggi Paolo Cattabiani, vicepresidente di Ancc – Coop, che associa tutte le cooperative di consumatori aderenti all’alleanza. ´Danimarca, Austria, Germania, Portogallo e Olanda hanno già mercati aperti. In Gran Bretagna i prezzi si sono abbassati mediamente del 30%, fino a toccare una soglia massima di sconto del 50% nella gdo’.

                Come già descritto in una proposta di legge di iniziativa popolare, Coop vuole creare corner dedicati e distinti all’interno dei centri commerciali, in cui farmacisti laureati aiutino i clienti nella scelta del medicinale ad hoc. Ogni insegna potrà definire i margini di sconto, ma sono vietati concorsi, operazioni a premi, vendite straordinarie e quelle sotto costo.

                  ´I farmaci non saranno sugli scaffali, a fianco di maionese e scatolette varie’, precisa Cattabiani, ´ma potremmo creare anche negozi interni, appositamente attrezzati. La nostra non è una scelta estemporanea: ci sono i precedenti dei prodotti per i ciliaci e del latte in polvere. In quest’ultimo caso, per esempio, a fronte di un mercato con un prezzo medio di 25 euro, Coop ha presentato un prodotto a 9 euro. L’obiettivo è tutelare categorie disagiate di consumatori, come gli anziani’. Se il legislatore varasse una riforma entro il 2006, a giudizio del manager Coop, la grande distribuzione potrebbe essere subito operativa.

                    ´Abbiamo in programma anche piani di educazione al consumo per gli studenti delle scuole’, conclude Cattabiani, ´contro lo spreco dei medicinali e per promuovere la conoscenza dei medicinali equivalenti’.
                    Mentre la questione dei farmaci da banco in vendita nella gdo è allo studio del dicastero della salute (il ministro Storace ha dichiarato che la porterà in consiglio dei ministri), prende posizione anche Federfarma, che riunisce i titolari delle farmacie (circa 16.800 in Italia). ´Siamo totalmente sfavorevoli all’operazione’, spiega il presidente Giorgio Siri. ´È più importante la tutela della salute di quella economica. La presenza del farmacista nella gdo non sarebbe sufficiente, perché avrebbe conoscenze limitate alle medicine sugli scaffali di quell’insegna e poi perché non ne conoscerebbe le interazioni con altri prodotti non venduti.

                      Senza contare che il farmaco è uno specchietto per allodole: serve a trainare le vendite di altre merci’. La ricetta di Federfarma punta invece sulla promozione degli equivalenti, che consentono già adesso risparmi fino al 60%, sulla capillarità della sua rete per un’offerta a portata di tutti e su una politica di trattativa con le case farmaceutiche per abbassare i prezzi al cliente.