“Gdo” Coop, i conti non tornano

22/11/2006
    mercoled� 22 novembre 2006

    Pagina 34 – Economia

      Chi controlla i bilanci

      Coop, i conti non tornano

        Gianluca Paolucci
        Inviato A Firenze

        Essere obbligati a comprare solo mele e pere quando sul banco del mercato ci sono anche pesche, banane e ciliegie pu� essere un po’ mortificante. Soprattutto se la pena per aver comprato le pesche proibite � il commissariamento di un’azienda che d� lavoro e 350 milioni di fatturato. La storia delle coop e dei revisori contabili pu� essere riassunta cos�, aggiungendo che tutti sono contrari a questa pratica, ma nessuno la cambia. In Italia ci sono 480 societ� di revisione, delle quali 21 sono iscritte all’albo della Consob e sono da questa vigilate. Ma le Coop della Lega, nisba, possono scegliere solo tra sei. Mentre le Coop che hanno l’obbligo di certificazione sono 380, la maggior parte iscritte alla Lega. Esiste una legge, la 59 del 1992, che impone alle cooperative di rivolgersi solo ai revisori che hanno firmato una convenzione con la centrale cooperativa di appartenza (Legacoop, Confcoperative). Pena il commissariamento da parte del ministero. Per Legacoop i revisori convenzionati sono sei: Uniaudit, Ria & partners, Deloitte, Pricewaterhouse, Ernst & Young, Kpmg. L’Antitrust si � pronunciata pi� volte contro questa legge: una prima volta nel 1995, quando a capo dell’autorit� c’era l’attuale ministro Giuliano Amato. L’ultima pochi giorni fa, quando ha inviato una segnalazione ai presidenti di Camera e Senato, al presidente del Consiglio dei ministri e al ministero allo Sviluppo economico per dire che quella legge non va proprio: ingiustificata limitazione della concorrenza, discriminazione nei confronti delle societ� di revisione, potenziali incrementi dei costi a causa della mancanza di concorrenza. Non basta: dopo la segnalazione del ‘95, scrive ancora l’autorit�, non solo non � cambiato niente ma la situazione � peggiorata, con la previsione del commissariamento per i �ribelli� che volessero rivolgersi ad altri revisori e l’assurda regola che il commissario, una volta insediatosi, potrebbe rivolgersi a chi vuole.

        Il Consorzio

          L’ultima volta che l’Antitrust si � pronunciata, lo ha fatto dopo una segnalazione del Consorzio Etruria, una cooperativa toscana – di Montelupo Fiorentino, nei pressi di Firenze – con circa mille occupati e 350 milioni di fatturato che rischia il commissariamento proprio per aver scelto un revisore diverso. Il 10 gennaio il ministero scrive al consorzio Etruria e gli notifica che � fuorilegge. �Ma come? – rispondono da Firenze – la societ� che certifica i nostri conti, la Bompani audit, pu� certificare le societ� quotate e anche le coop, ma non quelle iscritte alla Lega?�. Niente da fare, il 7 luglio arriva la minaccia di commissariamento. Vabb�, risponde la societ�, se la mettete cos� lo cambiamo e prendiamo una di quelle sei che piacciono alla Lega. Solo che ormai � tardi per quest’anno, la Bompani ha gi� iniziato la revisione. �Cambiamo dal 2007, va bene?�. No, dice il ministero.

          Arriva il commissario

            A Firenze a quel punto si arrabbiano. Il presidente, Armando Vanni, scrive all’Antitrust, alla Legacoop, al ministro Bersani – diessino anche lui, come i vertici della Legacoop. Con l’Autorit� ci va gi� pesante: quelle sei societ� sono state scelte con criteri poco chiari: quattro perch� sono le pi� note, i colossi mondiali della revisione. Le altre due non si capisce bene perch� e, soprattutto, come. Al termine del giro di lettere, qualcosa Vanni la ottiene.

            Il 4 ottobre Legacoop si impegna a �sviluppare una consultazione� per aprire la scelta del revisore a pi� soggetti. Da sei a dodici (su 480 totali e 21 iscritte alla Consob). Non � granch�, anzi non � niente. Perch� il 13 novembre scorso, arriva la lettera del ministero allo Sviluppo economico. La missiva informa il signor Vanni Armando che � stato �dato avvio all’istruttoria per la gestione commissariale, con nomina del commissario�. E tutto per aver scelto le pesche. (3 – fine)