“Gdo” Conad tenta i benzinai

23/01/2007
AFFARI & FINANZA

Supplemento di economia, investimenti e management a "il lunedì di Repubblica" del 22 gennaio 2007. Anno 22 N.3

Pagina 14 – Attualità

    Guerra della benzina: Conad tenta i benzinai

    Il gruppo vuole aprire altri impianti, visti gli ottimi risultati (anche dal punto di vista dei consumatori) dell´unico aperto finora a Gallicano. E mentre partono gli scioperi, apre ai piccoli distributori proponendo possibili accordi

    Giorgio Lonardi

      Milano
      L´obiettivo è più ambizioso di quanto non possa apparire a prima vista. Certo, la richiesta di aprire una quindicina di distributori di benzina super-automatizzati all´interno oppure vicino ad altrettanti ipermercati sparsi in tutta Italia potrebbe sembrare modesta per un gruppo cooperativo come Conad con oltre 8,5 miliardi di giro d´affari nel 2005 e 3.037 punti di vendita associati. Eppure, come dimostrano gli scioperi proclamati la scorsa settimana dai sindacati dei benzinai (il calendario ne fissa l´avvio proprio con l´inizio di questa settimana) la partita è molto rilevante. Intanto, perché si tratta di affermare il principio di una concorrenza vera all´interno del settore. E quindi di minare quello che Federconsumatori e Adusbef definiscono un «cartello», capace di «imporre prezzi delle benzine tra i più elevati d´Europa, che aumentano proprio quando c´è maggiore domanda e condizioni capestro al popolo dei consumatori». E poi perché i numeri in ballo risultano di una certa rilevanza.

      Cominciamo dunque dalle cifre. Come racconta Camillo De Berardinis, amministratore delegato dello stesso Conad, l´esempio offerto in tredici mesi di apertura dal distributore di Gallicano in provincia di Lucca con il marchio Leclerc-Conad (il colosso francese della distribuzione con cui Conad ha siglato un accordo strategico) è stato più rilevante del previsto. Lo conferma il numero dei clienti che si sono riforniti di benzina e gasolio, (oltre 330 mila). E lo certificano i 7 milioni di litri erogati per un giro d´affari vicino a 7 milioni di euro contro una previsione di 4 milioni di litri.

      Eppure l´aspetto più rilevante è un altro e cioè il risparmio di oltre 500 mila euro messo a segno dai consumatori che si sono serviti a Gallicano. Il distributore Conad, infatti, ha applicato all´utente prezzi mediamente inferiori da 7 a 10 centesimi al litro rispetto alla media di mercato. Ma non basta. Perché, proprio come è spiegato nei manuali di economia, la concorrenza abbassa i prezzi. E quindi parecchi distributori operanti nell´area di influenza dell´impianto di Gallicano hanno limato i loro listini.

      Tutto bene, dunque? Mica tanto. Certo, l´apertura di altri 15 distributori a marchio Conad nei pressi degli ipermercati potrebbe portare al gruppo fino a centinaio di milioni di euro di fatturato aggiuntivo calmierando il costo della benzina e del gasolio in alcune zone del Paese.

      Tuttavia, come sottolinea De Berardins, oggi il Conad è certo soltanto di aprire un secondo impianto in Emilia entro la fine del 2007. Il motivo è semplice: quasi tutte le regioni italiane hanno adottato delle politiche restrittive per ostacolare l´ingresso nel mercato di nuovi soggetti estranei al giro delle compagnie petrolifere.

      Insomma, ad essere cattivi viene il dubbio che le compagnie stesse si siano mosse come un vero cartello. Proprio come sostengono aggressivamente Federconsumatori ed Adusbef. Possibile? «Io non so se definire quello che sta accadendo come se fosse un cartello», risponde De Berardinis, «perché un´affermazione di questo genere è un problema che riguarda l´Antitrust. Mi limito ad affermare che in Italia c´è un sistema vischioso che non favorisce la libera concorrenza».

      Secondo l´amministratore delegato di Conad, infatti, ci troviamo di fronte a «misure limitative come bacini di utenza definiti per via normativa, distanze minime obbligatorie fra gli impianti, superfici minime per le attività commerciali, obbligo di servizi accessori». Risultato: «Queste scelte delle regioni si sono tradotte nella predeterminazione di un numero massimo di operatori, ostacolando l´apertura di nuovi punti di vendita, più efficienti, economici e automatizzati».

      In un quadro normativo così sfavorevole è chiaro che per Conad l´unica possibilità vera di creare la propria rete di 15 distributori risiede nell´approvazione della nuova legge di liberalizzazione voluta da Bersani.

      Guerra dura con i gestori di benzina, dunque? De Berardinis invita alla calma. Dice: «Possiamo collaborare con i gestori e trovare delle intese vantaggiose per tutti. Ad esempio, grazie al nostro know-how nella logistica potremmo rifornire quei distributori che hanno dei negozi nelle loro aree di servizio. Oppure potremmo dare una mano per migliorare la gestione dei punti vendita. O anche contribuire ad accorpare più distributori per ottenere economie di scala e maggiore redditività per tutti grazie ad una forte automazione. Le possibilità sono tante: basta negoziare. Conad è una cooperativa che raccoglie circa 3mila piccoli imprenditori che conoscono bene gli interessi dei propri colleghi».