“Gdo” Commercio più aperto: bene solo la Campania

04/04/2006
    domenica 2 aprile 2006

    ECONOMIA ITALIANA – Pagina 15

    Liberalizzazioni – La grande distribuzione all’Antitrust: Regioni in ritardo

      Commercio pi� aperto,
      bene solo la Campania

      Sardegna ultima per la deregulation

        Vincenzo Chierchia

          MILANO – La grande distribuzione torna all’attacco delle regioni e della mancata liberalizzazione del commercio. All’Antitrust sono giunti in questi giorni due rapporti di inchiesta elaborati rispettivamente dall’Ancd-Conad e dalla Federdistribuzione, che denunciano tutti i nodi che bloccano lo sviluppo della grande distribuzione che fattura in Italia circa 106 miliardi di euro l’anno e d� lavoro a oltre mezzo milione di persone nel complesso. E guardando all’esame delle legislazioni regionali (tre i parametri: spazio nuovi investimenti, orari e aperture festive, regole sulla vendite straordinarie e promozioni) emerge che soltanto la Campania viene "promossa" mentre ben quattro Regioni (Puglia, Veneto, Trentino-Alto Adige e Sardegna) ricevono bocciature su tutti i fronti. In particolare, la Sardegna – come ricordano i due rapporti – non ha ancora neppure recepito con un proprio provvedimento quadro la riforma Bersani varata da Governo e Parlamento nel 1998.

            Sotto accusa c’� il federalismo commerciale scaturito dall’applicazione della Bersani a livello locale, e via via accentuatosi a partire dal 2001, anno in cui la riforma del titolo V della Costituzione ha dato pieni poteri alle Regioni sul commercio.

            La regolamentazione oggi � generalmente restrittiva. In media – si legge nel documento della Federdistribuzione guidata da Giovanni Cobolli Gigli – occorrono non meno di 6 mesi dal momento della presentazione della domanda per l’apertura di un centro commerciale di 15mila metri quadrati con investimenti superiori ai 45 milioni di euro. La liberalizzazione del commercio marcia spedita in Europa – si sottolinea nel rapporto dell’Ancd-Conad – con Gran Bretagna e Germania a fare da capofila, mentre l’Italia � andata addirittura in controtendenza. Insomma, nel corso dell’applicazione le regioni hanno reindrodotto molti dei vincoli allo sviluppo del commercio moderno e delle superfici di vendita medio-grandi che erano caratteristici della legislazione in vigore a partire dal 1971.

              Tra i casi critici, segnalati per un marcato orientamento restrittivo sul commercio, ci sono quelli di amministrazioni importanti come la Toscana, il Friuli-Venezia Giulia, l’Umbria, la Liguria, il Veneto, la Puglia, la Lombardia e il Piemonte. Tutte accomunate dall’aver emanato norme – su investimenti, orari o politiche commerciali – restrittive nei confronti dello sviluppo.

              All’Antitrust le imprese della Gdo hanno chiesto l’avvio di accertamenti a livello territoriale per monitorare (anche attraverso una rete di osservatori) la reale situazione della dinamica del mercato del settore commerciale. Nel mirino ci sono, oltre ai vincoli di tipo urbanistico e programmatorio allo sviluppo dei nuovi investimenti, anche le regole restrittive su orari e aperture festive, e sulle vendite straordinarie e promozionali. Come sottolinea Cobolli Gigli, sono due ambiti nei quali si sta assistendo a un ritorno al passato, mentre aperture festive e libert� sul fronte delle iniziative promozionali sono particolarmente richieste dalle catene di vendita in una fase, come quella attuale, contraddistinta da una pesante stagnazione dei consumi delle famiglie. �Il 2006 – commenta Cobolli Gigli – si � aperto addirittura con una nuova gelata della spesa delle famiglie (*1% circa in media, dopo un timido recupero del fatturato della grande distribuzione a fine 2005 (+4%).

              Le imprese della gdo rilanciano poi la sfida delle liberalizzazioni sottolineando che i consumatori pagano gli attuali vincoli alla vendita di prodotti farmaceutici con prezzi superiori del 25% almeno rispetto agli effetti calmieranti della deregulation. Cos� come potrebbero scendere del 5-10% almeno i prezzi della benzina se si tiene conto degli sconti gi� praticati nei pochissimi impianti (una decina) gestiti da catene della Gdo nei centri commerciali.