“Gdo” Caprotti respinge le cooperative

23/10/2006
    sabato 21 ottobre 2006

    Pagina 14 – Economia & Lavoro

    Caso Esselunga
    Caprotti respinge
    le cooperative

      �Non vender� mai, siamo incompatibili�
      Soldi (Coop): �Siamo cresciuti senza di lui�

        di Luigina Venturelli/ Milano

          ALTOL� Pi� che una strategia industriale sembra una dichiarazione di guerra ideologica. Esselunga alza le barricate contro la Coop, annunciando che mai e poi mai la catena di supermercati sar� venduta alla lega delle cooperative di consumo. Nulla di strano, vige la libera scelta d’impresa, se non fosse per modalit� e motivazioni che l’accompagnano: inserzioni a pagamento su trentadue giornali per dire che �Esselunga e Coop sono due aziende inconciliabili e incompatibili� perch� �sono differenti i valori delle persone�.

          La campagna di comunicazione che appare oggi su quotidiani e periodici – a seguito delle voci sulla possibile vendita dell’azienda di Bernardo Caprotti e dell’interesse manifestato da Coop – assume i toni dello scontro di religione. Vi si legge il rifiuto di �tentativi di ingerenza nelle proprie scelte strategiche�, la rivendicazione di �differenti modelli industriali, commerciali e logistici�, nonch� la replica alle recenti dichiarazioni di esponenti del governo sull’opportunit� che la catena di supermercati rimanga in mano italiana, che mascherano �il disegno di Coop di acquisire Esselunga dietro una strumentale difesa dell’italianit� e di eliminare in realt� il concorrente pi� temibile�. Tanto che il gruppo si dice pronto �ad intraprendere ogni opportuna iniziativa nelle sedi competenti a tutela della propria libert� d’impresa e dei propri interessi�.

          Sceglie, invece, toni pacati il presidente di Coop, Aldo Soldi: �Mi sembra tutto un po’ sopra le righe. La nostra posizione � chiara e trasparente, limitandosi ad una manifestazione d’interesse se e quando Esselunga decider� di vendere. Senza alcuna forzatura�. Respinte al mittente anche le accuse di temere la concorrenza: �Sia che Esselunga resti al suo attuale proprietario sia che venga acquisita da un gruppo straniero, dovr� sempre fare i conti con noi. Come chiunque entri nel mercato nazionale della grande distribuzione�.

          Sarebbe per� un peccato ammainare il tricolore: �Se Esselunga dovesse finire in mani straniere – sottolinea Soldi – si realizzerebbe un indebolimento del nostro sistema produttivo. Detto questo, Coop ha vissuto finora senza Esselunga e sicuramente potr� continuare a farlo anche in futuro. E Caprotti pu� vendere a chi gli pare, come e quando gli pare�.