“Gdo” Benzina? Non solo per soldi

09/02/2007
    venerdì 9 febbraio 2007

    Pagina 23

    Carrefour e Conad pronte ad ampliare il numero d’impianti già attivi. Saranno 55 entro la fine del 2008

      Benzina e gdo? Non solo per soldi

        Le insegne aprono distributori per creare sinergie e fidelizzare la clientela

          Carrefour:
          200 milioni di euro
          dalle aree di servizio

            Per Conad sono
            il 10% degli affari
            sul punto vendita

              di Marco A. Capisani

                Le insegne della grande distribuzione organizzata passano indenni attraverso lo sciopero dei benzinai. Mentre i distributori sono rimasti chiusi per oltre due giorni, protestando contro il piano di liberalizzazioni del governo, la gdo italiana ha continuato a lavorare alacremente per l’apertura delle prime pompe di benzina col proprio marchio. E tra gli obiettivi delle insegne non ci sono solo parafarmarci e petrolio, ma anche nuovi servizi di posta, telefonia mobile, pagamento di bollette, imposte e tasse o sportelli di transfert money.

                  ItaliaOggi ha sentito Camillo De Berardinis, amministratore delegato di Conad (Leclerc), e Michel Crahay, direttore patrimonio di Carrefour Italia, entrambi gruppi distributivi d’Oltralpe dove supermercati e ipermercati ospitano già da circa 20 anni pompe di benzina nelle loro aree commerciali. E soprattutto insegne che hanno distributori attivi anche nella Penisola.

                    ´La presenza di distributori a marchi privati nella gdo è l’evoluzione naturale della distribuzione organizzata’, spiega De Berardinis, ´perché in questo modo si creano sinergie nell’offerta di servizi diversi e si tagliano i costi al consumatore finale’. Un trend più veloce negli Usa, a giudizio dell’a.d. di Conad, o anche nel nord Europa, come nei punti vendita svedesi dove è possibile giocare all’enalotto, spedire lettere o ritirare pacchi. In Italia Conad ha due pompe di benzina, in Toscana e in Campania, ma ha presentato ad amministrazioni locali 15 domande in corso d’istruttoria, ha individuato 30 location possibili tra Sardegna, Emilia Romagna, Lazio o Abruzzo e soprattutto conta di inaugurare 2-3 distributori all’inizio del 2008. In provincia di Lucca la stazione Leclerc Conad di Gallicano, aperta dal 2005, genera il 10% del business del punto vendita (dato che scende al 7-8% in caso di centri commerciali). Il giro d’affari medio del supermercato toscano oscilla tra i 30 e i 32 milioni . Lo sconto al pubblico è di 7-10 centesimi al litro.

                      ´L’importanza della pompa non sta nel suo valore economico, ma nella capacità di soddisfare e fidelizzare il cliente’, precisa De Berardinis, ´che arriva da noi e trova in un solo luogo prodotti food e non-food. Risparmia tempo e denaro’. Così Conad sta studiando con Dhl un servizio in 15 aree test per spedire pacchi, col comune di Prato ha avviato uno sportello veloce per pagare la tariffa igiene e ambiente e sta già pensando a partnership con le utility.

                        Entro l’estate, poi, l’insegna (che investirà a livello istituzionale 12,5 milioni per la pubblicità del 2007, budget in crescita del 10%) venderà ricariche telefoniche scontate direttamente alla cassa (potendole registrare nello scontrino della spesa). Se il risparmio di tempo attira di più chi deve pagare una tassa, secondo De Berardinis, gli sconti incidono maggiormente nelle scelte di chi deve fare il pieno.

                          Nel frattempo, sono in costruzione 5 ipermercati nuovi, oltre gli attuali 26, e c’è un piano di rilancio per i super di quartiere, con più prodotti private label e un’offerta arricchita di freschi; il tutto con prezzi da supermercati di medio-grandi dimensioni.

                            ´Sul fronte di nuovi servizi extra-core business, Carrefour Italia sta studiando un servizio di transfert money soprattutto per i clienti che vengono dall’Europa orientale, ora che Romania e Polonia sono entrate nella Ue. Come già succede in Spagna per gli immigrati sud-americani’, interviene il direttore patrimonio, Michel Crahay. ´Da due anni, poi, l’insegna ha varato la sua carta di credito per i clienti migliori, servizi di garanzia prolungata oltre i termini di legge, per gli acquisti di elettrodomestici come i frigoriferi, e presto presenterà in Italia uno sportello postale, sul modello belga’. Carrefour ha in Italia 15 pompe aperte, di cui 5 a marchio, 3 in cobrand e 7 con l’insegna di compagnie petrolifere. A Michelino, vicino Torino, il primo distributore col marchio Carrefour è aperto dal 2001, ma nei comuni meneghini di Assago, Carugate e Paderno Dugnano ne esistono da 10-15 anni con brand di compagnie petrolifere.

                              Quest’anno, l’insegna intende aprire 9 o 10 nuove pompe e arrivare a quota 50 punti vendita con proprio distributore entro la fine del 2008 (per inaugurare un impianto ci vogliono dai 4 agli 8 mesi). Arrivando a coprire quasi tutti i suoi 56 punti vendita tricolore (dal 2005 la media di apertura si attesta intorno ai 5 negozi l’anno). Con uno sconto praticato di 6-7 centesimi a litro (fino a 12 centesimi per chi paga con carta brandizzata) e un’incidenza sotto il 10% sul business del punto vendita, il giro d’affari complessivo delle pompe di benzina Carrefour è di 200 milioni di euro.

                                ´In futuro sarà possibile, forse, pagare anche le bollette di acqua, luce o gas’, conclude Crahay, ´ma le parole d’ordine, per qualsiasi servizio extra-core business, restano la convenienza e le sinergie marketing che si possono sviluppare’. Un esempio? ´Con offerte periodiche, tra le altre, al cliente che ha fatto la spesa nel punto vendita vengono consegnati buoni per fare benzina’.