“GdF” Non riesce la spallata contro il governo

07/06/2007
    giovedì 7 giugno 2007

    Pagina 2 – Primo Piano

    Non riesce la spallata contro il governo

      AMEDEO LA MATTINA

      ROMA
      Alla fine il governo ce l’ha fatta, e senza tremare. L’«eroe» del giorno è stato Padoa-Schioppa. Nessuno si aspettava un attacco così frontale del ministro dell’Economia al generale Speciale. Già dai banchi dell’opposizione era tutto pronto per la contestazione che sarebbe dovuta scattare, in diretta tv, nel momento in cui Tps cominciava a parlare. Cosa che è puntualmente accaduto. I senatori del centrodestra tirano fuori un manifesto-caricatura di Visco vestito da Don Corleone e la scritta «Il Padrino». Altri mostrano un cartello in cui si chiede di ristabilire la democrazia in Italia o, ironicamente, di fare «Visco santo subìto». I commessi strappano di mano i manifesti. Un «Visco-Padrino» viene consegnato al ministro Chiti che lo getta per terra.

      Il presidente Marini sospende la seduta, ma alla ripresa Padoa-Schioppa risponde colpo su colpo, dice di non voler immaginare come gli italiani possono giudicare «questo spettacolo». «So che gli italiani sentono la mia voce e non questo schiamazzo», sibila. Marini non riesce a calmare i senatori della Cdl, le urla coprono la voce del ministro dell’Economia, che si lancia in una difesa arcigna del suo viceministro, delle decisioni del governo e in un’accusa violenta di Speciale.

      La giornata al Senato era incominciata con un sussulto mattutino. Il dibattito sul caso Visco-Speciale è cominciato con la richiesta del leghista Calderoli, per sapere se rispondesse a verità che la Corte dei Conti aveva registrato la nomina del generale D’Arrigo al vertice delle Fiamme Gialle, ma allo stesso tempo aveva respinto la revoca di Speciale. Il presidente del Senato ha risposto che il decreto di nomina era in fase di registrazione alla Corte dei Conti. La quale, con una nota, fa sapere che ci sono ancora 30 giorni di tempo.

      La Cdl va avanti lo stesso: non è soddisfatta della risposta di Marini, chiede la sospensione della seduta. Si convoca la conferenza dei capigruppo. Matteoli di An attacca Tps: «Lei frequenta poco queste aule, ma viene spolverato quando c’è qualche affare sporco e mandato in aula perché lei è uno che non dice nulla. Ma oggi non può stare zitto». Il presidente dei senatori Fi Schifani insiste sui «lati oscuri» del decreto del governo non ancora accolto dalla Corte dei Conti. «Cari colleghi dell’opposizione – interviene Finocchiaro – avete chiesto un dibattito politico sulla questione Visco-Gdf e ora vi legati al fatto che la Corte dei Conti non ha ancora firmato il decreto. Ho la sensazione che non volete arrivare al giudizio sul governo a cui noi non ci sottraiamo».

      Alla riunione dei capigruppo l’opposizione si divide tra chi vuole Prodi in aula al posto di Tps e chi propone di rinviare comunque il dibatto alla prossima settimana, perché non ci sarebbe certezza sulla documentazione riguardante la revoca di Speciale. Si vota: la richiesta è respinta. Il dibattito riprende tra le contestazioni del centrodestra. E’ però chiaro che la maggioranza dispone dei 158 voti (più i due dei senatori a vita Levi Montalcini e Colombo) necessari per superare la giornataccia. Intanto, l’Unione presenta un Odg nel quale si condivide l’operato dell’esecutivo e si esprime apprezzamento per il ruolo della Gdf. La Finocchiaro accusa la Cdl di voler condizionare la Corte dei Conti con «gravi pressioni». Di Pietro precisa che la fiducia al governo va data, ma insiste sulla necessità di fare chiarezza: «La vicenda merita un’approfondita valutazione. La dura e circostanziata requisitoria del ministro Padoa-Schioppa contro Speciale, all’apparenza potrebbe giustificare l’atto di rimozione. Ma queste motivazioni si scontrano terribilmente con il conseguente comportamento del governo di proporre la nomina del generale alla Corte dei Conti».

      Nel pomeriggio si apre una crepa nella maggioranza: i senatori dell Svp potrebbero non votare l’Odg dell’Unione: Peterlini e la Thaler chiudono a Tps chiarimento sulla politica fiscale a favore delle piccole imprese del Sud Tirolo. Brivido per la maggioranza ma arrivano le rassicurazioni e il pericolo rientra. Si arriva al duro intervento di Padoa-Schioppa e poi al voto. Viene bocciata la mozione della Cdl, infine in serata passa l’Odg della maggioranza con 161 voti. Ma il presidente del Senato ritiene «cassata» quella parte che esprime «pieno apprezzamento» per la Gdf, perché l’Unione aveva bocciato un precedente Odg della Lega contenente lo stesso apprezzamento. L’Unione protesta, Marini però è irremovibile. Nella bagarre finale le decisioni del presidente scontentano un po’ tutti, sia centrodestra sia centrosinistra.