Gay e mobbizzato? Lotta con una cartolina

25/03/2003

              25 marzo 2003

              Al via la campagna indetta dalla Cgil per sollecitare l’attuazione della direttiva europea contro le discriminazioni sul lavoro
              Gay e mobbizzato? Lotta con una cartolina

              posta di liberi tutti
              Ventimila cartoline contro le discriminazioni. Il
              governo italiano ha l’obbligo di attuare la direttiva
              europea per la parità di trattamento nei posti di
              lavoro. Se questo accadrà esisteranno finalmente
              strumenti di tutela specifici contro la discriminazione
              sul lavoro anche sulla base dell’orientamento sessuale
              e i comportamenti vessatori avranno vita ben più dura.
              La delega per l’attuazione della Direttiva tramite
              decreto legislativo prevedeva una scadenza il 10 di
              aprile. Di recente un’agenzia del Consiglio dei Ministri
              ha fornito notizia dell’approvazione di una bozza
              di decreto, di cui nulla è ancora dato sapere, fatto
              che però sposta di molto i termini. Intanto, dopo un
              primo incontro tra parlamentari e segreteria, la Cgil
              invita da tempo tutti a far sentire la propria voce.
              Assieme all’Arci, al Gruppo Abele, alla Comunità di
              S. Benedetto al Porto e a Società Laica e Plurale, ha
              promosso una «Campagna nazionale per l’attuazione
              della Direttiva europea 2000/78/CE» con lo slo-
              gan: «Diverso orientamento sessuale, uguali diritti
              sul luogo di lavoro». La campagna, pensata come
              occasione di incontri, seminari e discussioni pubbliche,
              parte con una cartolina da inviare alla Presidenza
              del Consiglio. Ne sono state stampate 20mila e
              sono distribuite in tutta Italia tramite gli Uffici Nuovi
              Diritti Cgil sul territorio, le associazioni Glbt e
              non, i partiti e chiunque abbia interesse. «Abbiamo
              deciso di ricorrere a questo strumento perché
              l’impressione era della calma piatta.
              Nessuno accennava a muoversi.
              La comunità europea invitava espressamente
              i governi a contattare le parti sociali nell’ambito
              dell’attuazione della direttiva. Ma noi non siamo
              mai stati convocati. Come è prassi, l’esecutivo non
              ha ancora reso noto il testo base e le dichiarazioni
              rese fino ad ora in tante occasioni non fanno certo
              prevedere un’attuazione piena ed effettiva delle
              disposizioni», dichiara Maria Gigliola Toniollo,
              responsabile del Settore Nuovi Diritti della Cgil, in
              prima fila da oltre dieci anni nella difesa dei diritti
              della comunità gay, lesbica, bisex e trans, ancora
              non riconosciuti nel nostro Paese. «Il governo ha
              più volte espresso la sua estraneità alle tematiche dei
              nuovi diritti e dunque non possiamo attenderci un
              gran che. In ogni caso non mi sorprenderebbe un
              giochetto di proroghe e rinvii peraltro già in atto.
              Certo, rischia. Rischia le sanzioni e, se alla fine di
              tutto il tortuoso percorso burocratico dovesse attuare
              una normativa lontana dal dettato europeo, anche
              un respingimento della stessa». La Commissione
              europea si rivela in questa occasione particolarmente
              attenta, ha infatti istituito un tavolo di esperti
              - per l’Italia è stato designato Stefano Fabeni, già alla
              testa del Cersgosig, il centro internazionale di studi
              comparati sulle legislazioni in questa materia – ,
              tavolo che avrà il compito di vagliare le singole
              attuazioni. «Resta un rammarico – aggiunge Toniollo
              - , ancora una volta i lavoratori e le lavoratrici
              transessuali restano completamente tagliati fuori. La
              direttiva in questione infatti non prevede tutele nei
              loro confronti, dato che la Commissione Europea
              include burocraticamente transessualismo e transgender
              nelle tematiche sul genere».
              Ma quali sono le forme di discriminazione sul
              lavoro più diffuse sulla base dell’orientamento sessuale?
              «Come si è già detto, il mobbing imperversa,
              fra battute, allusioni e molestie accade che la giornata
              di lavoro diventi pesantissima, talmente insopportabile
              che le persone si estraneano sempre più dal
              loro ambiente con crisi di assenteismo che vanno ad
              aprire varchi alla loro esclusione». Per porre fine a
              tante vessazioni la Cgil invita tutti a spedire la cartolina
              alla Presidenza del Consiglio e, inoltre, rivolgendosi
              a quanti gestiscono le informazioni sul Web e
              sono sensibili ai nuovi diritti, chiede l’inserimento
              del banner relativo al sito della campagna dove sono
              disponibili i materiali e le informazioni sulla direttiva
              e sulla sua attuazione. Il sito è: http://www.cgil.it/
              org.diritti/indexdir.htm.
              d.v.