«Garanzie su tasse e inflazione per il patto sul lavoro»

04/07/2002

4 luglio 2002



«Garanzie su tasse e inflazione per il patto sul lavoro»

La richiesta al governo di Cisl e Uil. Si tratta a oltranza. Slitta a domani l’approvazione del Dpef

      ROMA – Cisl e Uil chiedono più garanzie su tasse e inflazione programmata. La Cgil accusa gli altri sindacati e il governo di condurre «una trattativa falsa, perché tutto è già stato deciso in altre sedi». Riparte oggi, da queste richieste (e da queste polemiche), la trattativa «non-stop» cominciata ieri e subito sospesa. Il governo presenterà una nuova bozza del Dpef (Documento di programmazione economica e finanziaria) e completerà, insieme con le parti sociali, le caselle finora lasciate in bianco. Sull’articolo 18, invece, l’intesa sembra definita. Il ministro del Welfare, Roberto Maroni e il sottosegretario, Maurizio Sacconi, hanno praticamente accolto le richieste di Cisl e Uil. La deroga all’articolo 18 (indennizzo anziché reintegro per via giudiziaria in caso di licenziamento) sarà applicabile solo alle aziende che superano i 15 dipendenti, con una serie di restrizioni per evitare un uso distorto della norma. Il direttore generale della Confindustria, Stefano Parisi, teme qualche pasticcio e sollecita «una norma semplice sull’articolo 18». Il confronto, però, ruoterà soprattutto su fisco e politica dei redditi. Cisl e Uil si attendono dal governo più dettagli sulla portata della riduzione delle tasse. I sindacati vogliono capire se i 5 o 6 miliardi di euro, stanziati dal governo, saranno sufficienti a ridurre le aliquote Irpef fino alla soglia dei 25-30 mila euro (50-60 milioni di vecchie lire). La Cgil, invece, si smarca completamente. Il segretario Sergio Cofferati boccia in toto l’impianto del Dpef («generico e confuso»), mentre il segretario confederale Paolo Nerozzi, sostiene che la riforma fiscale «non ha copertura». Secondo i calcoli della Cgil il primo modulo costerà 39.300 miliardi di vecchie lire, cioè tre volte più della cifra annunciata da Tremonti. Ma Adriano Musi, della Uil, smonta le argomentazioni della Cgil e smentisce «trattative sotto banco».
      Il segretario della Cisl, Savino Pezzotta, giudica «molto ambiziosi» gli obiettivi previsti dal Dpef, a cominciare dal tasso di disoccupazione fissato al 6% nel 2006. Tuttavia, al contrario di Cofferati, il leader della Cisl nutre «la ragionevole speranza di una conclusione positiva».
      L’altro capitolo sospeso è quello dell’inflazione. La Confindustria spinge per un tasso programmato intorno all’1,2-1,3%. I sindacati oppongono le previsioni dei principali istituti di ricerca: 1,8-1,9%. Alla fine l’esecutivo potrebbe fermare l’asticella in una posizione intermedia, tra l’1,4 e l’1,5%.
      Il negoziato dovrebbe chiudersi entro domani mattina. Per il pomeriggio è già convocato il Consiglio dei ministri che dovrà varare il Dpef. L’esecutivo, infine, «aprirà un tavolo permanente» sulle tutele dei lavoratori precari e uno sul Sud.
Giuseppe Sarcina


Economia