Gandolfi dice addio a Cit; sì delle banche al salvataggio

26/05/2005
    giovedì 26 maggio 2005

    FINANZA E MERCATI – pagina 39

    Ora si attendono le mosse di Benedini
    Servono 100 milioni di euro

      Gandolfi dice addio a Cit,
      sì delle banche al salvataggio

        SIMONE FILIPPETTI

        MILANO • Gianvittorio Gandolfi lascia il timone di Cit. Con lui si dimette l’intero Cda, tranne due membri del comitato di garanzia, e le banche danno il loro plauso all’operazione di salvataggio. Salvataggio che però, a quanto risulta al « Sole 24 Ore « , richiederà circa 100 milioni di euro.
        Adesso la palla va a Benito Benedini, il cavaliere bianco che si è fatto avanti nelle settimane scorse, da cui ci si attende un passo in avanti. Così, dopo mesi di trattative e un anno di crisi, pare di intravedere una schiarita per la compagnia turistica finita sull’orlo del crack e di recente messa anche sotto indagine dalla magistratura per falso in bilancio.

        Anche se alcuni punti non secondari devono essere chiariti, dal doppio appuntamento di ieri sono giunti segnali incoraggianti. Il primo è stato il passo indietro di Gandolfi e del suo team di manager. Per il vicepresidente e azionista di maggioranza di Cit è l’addio alla società che rilevò dalle Ferrovie dello Stato nel 1997 quando il tour operator fu privatizzato. Durante il consiglio di amministrazione svoltosi in mattinata, hanno riconsegnato il proprio mandato, oltre a Gandolfi, anche i consiglieri Giuseppe Vimercati, Gerolamo Bernareggi, Alfredo Serica e Arcangelo Taddeo.

        Quest’ultimo ha lasciato anche l’incarico nel comitato di garanzia, l’organo istituito in seno al cda di Cit per volere delle banche creditrici, dove sono invece rimasti Giulio Macrì e Stefano Coen. Il board di Cit ha convocato un’assemblea per nominare un nuovo cda, ma il passo necessario è quello di chiamare i soci per un urgente aumento di capitale. Da tempo Cit ha bruciato tutto il patrimonio netto e il business ha subito una forte contrazione: dai pochi dati comunicati dalla società si evince che i ricavi sono andati calando lo scorso anno e le perdite, dopo l’ingente rosso di 40 milioni del 2003, sono stimate in peggioramento.

        Le dimissioni di Gandolfi erano un passo ritenuto necessario e fondamentale dalle banche. Così nel vertice tra gli istituti di credito svoltosi dopo il board, le banche, cui è stato presentato il piano elaborato da Bain& Company e Livolsi& Partners, hanno dato il loro apprezzamento, manifestando anche la disponibilità a proseguire nell’opera di salvataggio dell’azienda. A questo punto la prossima mossa dovrà venire da Benedini: secondo quanto si apprende la disponibilità dell’imprenditore lombardo ex presidente di Assolombarda sarebbe legata agli aiuti chiesti da Cit al Governo, 10 milioni, più altri 85 milioni di nuova finanza che dovranno essere erogati dalle banche, ma assistiti dalla garanzia dello Stato. Per coprire le perdite e riportare Cit fuori dalla palude servono 100 milioni. È probabile che Benedini, dopo aver rilevato il 38% di Cit da Gandolfi, conferisca la quota in una newco in cui entreranno come azioniste le banche, mentre una quota potrebbe essere sottoscritta anche da Sviluppo Italia.

          Sempre ieri, tra l’altro, si è svolto un incontro tra i sindacati e una delegazione di Palazzo Chigi: il Sult ha chiesto per l’ennesima volta una rapida soluzione della crisi ricordando che i dipendenti sono senza stipendio da quattro mesi.