GAMING HALL, siglato il protocollo per la disciplina del rapporto di lavoro degli 8mila dipendenti delle sale bingo italiane

23/05/2019
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Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs: «Garantita l‘applicazione della contrattazione nazionale dei pe e della ristorazione, dopo 18 anni adeguata la normativa all’evoluzione del settore».

Buone notizie per i lavoratori delle adibite al gioco del bingo. I sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno siglato con la Fipe – Federazione Italiana dei Pubblici Esercizi Confcommercio il protocollo per la disciplina del rapporto di lavoro degli 8000 dipendenti delle circa 200 sale bingo in Italia. L’intesa è parte integrante del contratto nazionale di lavoro dei pubblici esercizi, della ristorazione collettiva, commerciale e turismo siglata dalle parti l’8 febbraio del 2018.

L’accordo interviene sul sistema di classificazione del personale – razionalizzando le figure professionali delle gaming hall alla luce delle evoluzioni tecnologiche e della diversa organizzazione del gioco del Bingo -, sul mercato del lavoro – con la disciplina del contratto di apprendistato professionalizzante e limiti quantitativi del contratto a tempo determinato – e sulla formazione professionale da erogare attraverso la bilateralità di settore.

Soddisfazione in casa sindacale. Per le segreterie nazionali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UIltucs «il protocollo a distanza di 18 anni sostituisce le normative definite nella fase di start up in un settore fortemente caratterizzato da frammentazioni e da fenomeni di concorrenza sleale, anche attraverso l’applicazione di contratti pirata sottoscritti da organizzazioni non rappresentative sostanzialmente incentrati su un drastico abbattimento del costo del lavoro». «L’intesa – concludono le tre sigle – risponde alla necessità di tutelare i lavoratori del gioco legale in un contesto di imprevedibilità normativa ed economica definendo regole e impegni precisi da parte delle aziende per la legalità e per una maggiore responsabilità verso i clienti e i dipendenti garantendo nel contempo l’applicazione integrale delle norme e delle retribuzioni previste dal contratto nazionale dei pubblici esercizi, della ristorazione collettiva, commerciale e turismo».