Gama, spunta la corruzione

06/05/2004


Mercoledì 5 Maggio 2004


Guardia di finanza al lavoro a Verona, Genova, Milano e Brescia su mandato del procuratore Papalia
Gama, spunta la corruzione
Nuove perquisizioni per gli appalti della ditta di ristorazione

Non si ferma l’inchiesta sulla bancarotta della Gama, l’azienda di San Giovanni Lupatoto specializzata nella ristorazione. Anzi, ieri, l’indagine coordinata dal procuratore Guido Papalia e dal sostituto Rosario Basile ha avuto una nuova accelerazione con l’esecuzione di almeno sei perquisizioni in quattro città del Nord, Verona compresa. E negli avvisi inviati agli indagati spunta anche l’ipotesi di corruzione, con i dettagli sui sospetti delle cifre pagate per ottenere appalti. E se c’è corruzione, è chiaro che sono in corso accertamenti su pubblici ufficiali. Oltre che a Verona, gli investigatori della Guardia di Finanza di Mestre hanno lavorato a Genova, Brescia e Milano, alla ricerca di documenti utili alle indagini. Lo scorso febbraio, i provvedimenti di perquisizione avevano interessato una decina di personaggi tra i quali l’ex direttore generale della Gama Paolino D’Urso, napoletano di 53 anni, in carica da febbraio 2000 a marzo 2003, e Massimo Capodaglio, ex direttore finanziario, di San Giovanni Lupatoto e difeso dall’avvocato veronese Claudio Avesani.
In quell’occasione i finanzieri avevano già intrapreso alcuni accertamenti sulla presunta corruzione, specificando che il periodo nel quale sarebbero state versate tangenti è l’autunno del 2001. Ed erano riusciti a mettere le mani anche su documentazione bancaria che prova un transito di centinaia di milioni di vecchie lire e che andrebbe giustificato dai diretti interessati, cioè da chi ha trasmesso e da chi ha ricevuto il danaro.
Accanto a questa ipotesi, c’è poi il fiume di soldi che hanno lasciato tracce in Grecia, Inghilterra, Kyrgizstan, Kazakistan e Libano. Nel febbraio scorso la Guardia di Finanza aveva anche perquisito la sede della società di revisione dei conti Kpmg che è in corso Cavour a Verona, oltre agli uffici di società che operano nei settori più diversi.
Sul versante della bancarotta, gli investigatori sospettano che le distrazioni dei fondi, così com’è accaduto con la vicenda Parmalat, siano servite per svuotare le casse della Gama e per arricchire conti di altre società o di privati
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Il fallimento
E il 21 maggio si decide sulla sorte di 250 operai

La sorte dei 250 operai della Gama di San Giovanni Lupatoto sarà decisa il prossimo 21 maggio al tribunale fallimentare. Quel giorno, infatti, il magistrato si esprimerà sulla relazione del commissario straordinario Luigi Barbieri che ha espresso parere negativo alla continuazione dell’attività.
Tuttavia il rappresentante legale della ditta, Gaetano De Marzo, ha rassicurato i dipendenti su voci di licenziamenti: «Non sono vere». Molto ottimista sulle possibilità dell’azienda, De Marco spera in una decisione che possa evitare la chiusura.