GAMA spa: LE STRANE INIZIATIVE DI UNA SOCIETA’ IN CRISI

19/11/2003

FILCAMS-Cgil
Federazione lavoratori commercio turismo servizi

Ufficio Stampa
www.filcams.cgil.it

19 novembre 2003

GAMA spa: LE STRANE INIZIATIVE DI UNA SOCIETA’ IN CRISI

Una società che non riesce a pagare gli stipendi ma che acquista pagine di quotidiani nazionali per dare contro ai sindacati e ai lavoratori che scioperano, forse non s’era ancora vista. La “prima” potrebbe essere della Gama spa, un’azienda della ristorazione collettiva – 30 milioni di pasti l’anno e un fatturato di 100 milioni di euro, autodichiarati – fornitrice di pasti a mense scolastiche, ospedaliere e militari, che lunedì 17, in occasione dello sciopero dei suoi 2800 dipendenti ha diffidato, a mezzo stampa, «chiunque diffonda false e tendenziose notizie che inficino la solidità la moralità dell’azienda Gama spa».

I diffidati sarebbero naturalmente Cgil Cisl Uil rei di avere proclamato lo sciopero poiché parecchi lavoratori sono senza stipendio da settembre, altri si sono visti respingere l’assegno perché scoperto, e altri ancora da mesi non ricevono il saldo delle spettanze ma acconti.

Mercoledì 19, Filcams Fisascat Uiltucs hanno chiesto al ministero del Lavoro la convocazione delle parti per poter parlare della crisi aziendale in modo serio e possibilmente produttivo per i lavoratori.

Un’altra lettera è stata indirizzata all’azienda, – e al presidente del Consiglio, al ministro delle Attività Produttive, ai capi di Stato Maggiore delle Armi, ai comuni e alle Asl committenti, cioè gli stessi destinatari delle pagine pubblicitarie aziendali – per manifestare tutto lo «stupore» per un’iniziativa che i sindacati «non vogliono considerare una reazione al colmo di una crisi isterica» e sulla quale chiedono perciò ragioni e spiegazioni.

E allora, se la Gama vanta un attivo di 10 milioni di euro, come afferma, perché le banche hanno bloccato i finanziamenti? Perché le mense non sono rifornite con regolarità? Perché, se vanta, come afferma, crediti per 35 milioni di euro dalle amministrazioni pubbliche, non riesce a farsi pagare? Perché se di «mero errore informatico per l’accreditamento di un ingente importo» si tratta, l’azienda non ha anticipato le coperture? Perché dovrebbero essere i 2800 lavoratori a fidarsi dell’azienda, rischiando stipendio, Tfr e ratei differiti del salario?

In attesa della convocazione ministeriale, i sindacati raccoglieranno i mandati legali dei lavoratori a tutela dei loro rischi.