Gama Ristorazione verso il fallimento

10/05/2004





Sabato, 8 Maggio 2004


    MENSE
    Udienza il 15 giugno
    Gama Ristorazione verso il fallimento
    Respinta la gestione straordinaria
    È ormai segnato il destino di "Gama La Ristorazione", la società di San Giovanni Lupatoto (Verona), colosso nelle forniture di pasti a scuole, asili, caserme e ospedali. Il commissario giudiziale Luigi Barbieri, cui il tribunale di Verona ha affidato la gestione della Srl dal 19 febbraio scorso, giorno in cui è stato dichiarato lo stato di insolvenza, ha informato le organizzazioni sindacali di Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil che Gama non potrà beneficiare del salvagente dell’amministrazione straordinaria.

    La legge subordina infatti l’ammissione all’esistenza di «concrete prospettive per giungere al recupero dell’equilibrio economico». Secondo Barbieri le attività di impresa esercitate da "Gama", al centro di un’inchiesta della Guardia di Finanza su presunte tangenti legate a centinaia di appalti, non garantirebbero il riequilibrio dei conti. Si corre piuttosto il rischio di conseguire risultati negativi tali da intaccare e depauperare ulteriormente il patrimonio aziendale residuo, se non addirittura di aggravare il dissesto accertato.

    Il commissario ha accertato una pesante esposizione debitoria che rende difficoltoso il varo di un piano di ristrutturazione. Anche perchè non sono stati finora individuati soggetti imprenditoriali disposti a sobbarcarsi l’onere della ricapitalizzazione della società. «Si erano fatte avanti due società disposte a rilevare gli appalti delle mense scolastiche di Rovigo – racconta Lauro Biolcati (Filcams) – ma di fronte alla richiesta di farsi carico anche dei lavoratori veronesi hanno lasciato perdere. Riteniamo che non vi siano più alternative al fallimento». Anche da un’eventuale cessione dei beni di proprietà di Gama non si ricaverebbe granchè. Stando alle perizie di stima al ramo d’azienda residuo viene attribuito un valore di circa 230.000 euro.

    La società dovrebbe comunque garantire fino alla conclusione dell’anno scolastico la preparazione dei pasti in dieci scuole elementari, due asili nido e sei materne di Rovigo. Poi il Comune dovrà procedere alla riassegnazione del servizio attraverso nuove gare. Futuro tutt’altro che assicurato per i trenta cuochi ed inservienti che operano nelle mense rodigine. Attraverso gli uffici legali delle organizzazioni sindacali di Cgil, Cisl e Uil hanno provveduto ad insinuarsi nella procedura di liquidazione per il recupero dei ratei di ferie e tredicesima e del trattamento di fine rapporto. Il commissario giudiziale ha assicurato infatti soltanto l’erogazione degli stipendi. Otto colleghi che avevano rassegnato in precedenza le dimissioni non sono riusciti ad ottenere il saldo delle rispettive spettanze. Hanno dovuto avviare l’iter giudiziale per il riconoscimento dei loro diritti. I tempi si annunciano lunghissimi. Assumerà un’importanza fondamentale l’udienza del 15 giugno davanti al giudice delegato Ugo Cingano. A quel punto il commissario giudiziale avrà esaurito il suo compito. E si procederà con il verdetto definitivo.