Gama, l’ombra delle tangenti

07/05/2004

    Giovedì 6 Maggio 2004



Guardia di finanza impegnata a Verona, Peschiera, Oppeano, San Martino e San Giovanni Lupatoto
Gama, l’ombra delle tangenti
La Procura sospetta che siano state pagate per appalti tra il 1996 e il 2000

Sono state cinque le perquisizioni eseguite l’altro ieri nel Veronese dagli investigatori del nucleo regionale della Guardia di Finanza di Mestre che stanno indagando sugli appalti della Gama, la società di ristorazione di San Giovanni Lupatoto. Oltre all’ipotesi di falso in bilancio e bancarotta, il procuratore Guido Papalia e il sostituto Rosario Basile stanno accertando anche eventuali episodi di corruzione. I finanzieri sono andati a perquisire caserme, scuole e altri enti pubblici che avevano contratti e convenzioni con la Gama che forniva i pasti alle mense. Inoltre, i mandati firmati dai due magistrati della procura di Verona riguardano anche privati. Si tratta di pubblici ufficiali incaricati di avere rapporti con la Gama nello svolgimento del loro lavoro negli enti pubblici. E l’ipotesi di reato di corruzione è legata proprio a questo genere di rapporti. Anche se è ancora tutto da verificare, la procura sospetta che tra il 1996 e il 2001 siano state pagate tangenti per poter fornire i pasti.
Nel Veronese sono stati acquisiti documenti a Peschiera, San Giovanni Lupatoto, San Martino Buon Albergo, Oppeano e Verona. Ma l’inchiesta supera i confini provinciali. Gli uomini della Guardia di Finanza sono andati anche a Reggio Emilia, Genova e nel Bresciano.
L’inchiesta sulla Gama, che versa in una difficile situazione finanziaria, era salita alla ribalta della cronaca lo scorso febbraio, quando il procuratore Papalia e il sostituto Basile avevano ordinato un’altra serie di perquisizioni. Già in quell’occasione, i due magistrati avevano ipotizzato il reato di corruzione per alcuni documenti ritrovati durante la verifica fiscale della Finanza nell’azienda di San Giovanni Lupatoto. Sono appunti e fotocopie di trasferimento di soldi per un totale di quasi seicento milioni di vecchie lire pagati a altre persone proprio nel periodo in cui venivano sottoscritti gli appalti. Poi gli investigatori avevano concentrato la loro attenzione su altri duecentoquaranta milioni di vecchie lire che, almeno per il momento, non trovano giustificazione nella contabilità ufficiale.
In tutto gli indagati sono venti, tra i quali otto persone coinvolte nell’indagine per il loro ruolo svolto nella Gama e una dozzina per gli incarichi ricoperti negli uffici pubblici che hanno appaltato i servizi mense all’azienda di San Giovanni Lupatoto.
Ma i punti oscuri da chiarire riguardano anche alcune enormi operazioni finanziarie in mezzo mondo. Se da una parte si sospetta che ci siano state distrazioni di fondi, dall’altra l’azienda si trova in una difficilissima situazione e duecentocinquanta lavoratori attendono con trepidazione il prossimo 21 maggio, giorno in cui il giudice deciderà se far continuare l’attività al commissario giudiziale.