Gama, indagato l’ex direttore

26/02/2004


Mercoledì 25 Febbraio 2004


Nei guai anche il responsabile finanziario e poi procuratore speciale Capodaglio. Le Fiamme Gialle ancora in azienda
Gama, indagato l’ex direttore
D’Urso tra i dirigenti che hanno ricevuto l’avviso di garanzia

di Alessandra Vaccari Decine di faldoni di documenti e computer sequestrati, una quindicina di perquisizioni in abitazioni private e in uffici amministrativi della Gama e di altre società, decine di militari impegnati a realizzarle. Continua il lavoro certosino degli uomini del comando regionale della Guardia di Finanza veneziana, che da sabato stanno raccogliendo materiale su quella che è stata definita l’indagine «Mala gestio», termini latini per indicare una cattiva gestione della Gama Spa, la società di catering di San Giovanni Lupatoto su cui grava l’ombra della bancarotta e del falso in bilancio.
Indagati dal pubblico ministero Rosario Basile sono Paolino d’Urso, 53 anni, residente a Saviano, in provincia di Napoli, in vicolo Nappi 13, ex direttore generale di Gama, rimasto in carica sino al maggio 2003; Massimo Capodaglio, 52 anni, residente a San Giovanni Lupatoto in via Lavorenti 79, responsabile finanziario dal settembre 2000 e procuratore speciale dal luglio 2002; Emilio Weber, 55 anni, residente a Moena di Trento in via Dell’Antonio, procuratore speciale dal maggio 2000 sino al 2003; Paolo Berardi, 46 anni, residente ad Anguillara Sabazia in provincia di Roma, in via Monte Pendola 24, procuratore speciale da marzo 2000 fino a luglio 2003; Fulvio Puttini, 68 anni, residente a Torre del Greco, legale rappresentante dell’Agimpianti Sas; Pierantonio Vago, 60 anni, residente a Rovellasca, in provincia di Como e Gennaro Esposito, 55 anni, residente a Portici in via Poli.
I capi d’imputazione che coinvolgono a vario titolo gli indagati vanno dalla bancarotta fraudolenta plurima aggravata alla dichiarazione fraudolenta, alla corruzione e all’emissione di fatture per operazioni inesistenti. Reati che secondo il castello accusatorio sarebbero stati commessi tra il 2001 e il 2004. Perquisizioni sono state effettuate, oltre che nella sede amministrativa Gama di San Giovanni Lupatoto e in quella legale romana di via Bianchini 51, anche alla Sotec impianti Srl con sede a Napoli, all’Agimpianti di Napoli e alla Global service Srl Unipersonale, società di appalti con sede legale a Portici.
E mentre le indagini proseguono a ritmo serrato, gli attuali titolari della ditta, la società Lussemburghese Odg, cercano di tenere in vita ciò che resta dell’azienda per farla proseguire. Un punto a loro vantaggio l’hanno segnato lunedì, quando il tribunale della sezione fallimentare s’è riunito e ha sentenziato che «allo stato non emergono ragioni che consiglino di affidare al commissario giudiziale la gestione dell’impresa», che è stata lasciata alla società ricorrente. Per questi motivi è stato dichiarato lo stato di insolvenza di Gama Spa, ma la gestione è rimasta alla società ricorrente.
Secondo quanto disposto dal pubblico ministero Basile nel decreto di perquisizione, si ha l’impressione di trovarsi davanti a un complicato caso che potrebbe davvero bissare, con le dovute proporzioni il caso Parmalat. Il sostituto procuratore ha disposto l’acquisizione della relazione dell’Aksia Srl Corporate Finance di Milano, eseguita nel 1997, relativa al valore della società fallita e la relazione della società di revisione Ernst & Young financial business advisor Spa, eseguite nel 1999, sempre relative alla società fallita.
Il fallimento della società sembra l’effetto, oltre che di ragioni di natura economica e finanziaria anche di una specifica operazione dolosa. Secondo quanto accertato dalla Guardia di Finanza veneziana la società si gravava di debiti senza correlazione con ricavi operativi. Sussistono inoltre indizi per configurare una pluralità di distrazioni di disponibilità della società con cifre a nove zeri di vecchie lire. Esempio: 3.200.000 euro per un’operazione con la società Gama Rist Romania Srl, costituita nel febbraio 2001, posseduta da Gama Spa e amministrata fino al 2002 da D’Urso. La Gama Rist aveva stipulato un contratto di appalto con la società inglese Tristar Consultantants & Contractors Ltd per la realizzazione di un ristorante nel centro commerciale Carrefour di Bucarest. Ma dagli atti emerge che la Tristar sarebbe una società fantasma che non ha mai posseduto né il personale né gli strumenti per realizzare il ristorante.
È stata inoltre dimostrata l’esistenza di un precedente contratto stipulato apparentemente nel 2000 dalla Gama rist Romania con la Tristar, prima della costituzione della Gama Rist. E risulta che Gama Spa abbia mutuato alla Gama rist 3.200.000 euro. La Gama spa risulterebbe aver pagato forniture ricevute da Gama Rist a Gennaro Esposito. Ma ci sono decine di strani collegamenti, intrecci, da verificare che spaziano sulla cartina geografica dall’Italia alla Romania, dalla Germania alla Svizzera, dagli Emirati Arabi al Kyrgizstan. In quest’ultimo caso alla società Woodford & Patners Ltd sarebbero stati pagatu servizi insesistenti. In Germania sarebbero finiti 200mila euro a favore di Uni-European Investiment Ltd per apparente pagamento di un’operazione di emissione di eurobond mai eseguita. Ma c’è anche molto altro. E non è ancora stato perfezionato il conferimento alla Rist’Oro, l’azienda interessata a Gama, poiché non è stato raggiunto l’accordo sindacale.