“Gama (1)” Tangenti, arrestato il segretario di Burlando

25/05/2005
    mercoledì 25 maggio 2005

      Operazione in tutta Italia per gli appalti del colosso della ristorazione Gama
      Tangenti, arrestato il segretario di Burlando

      Carlo Isola, 55 anni, era stato nominato la settimana scorsa direttore generale e capo di gabinetto del nuovo presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando. Ieri è stato arrestato dalla Finanza con l’accusa di concorso in corruzione e reati societari. Anche lui «intossicato», con altre 18 persone, dall’inchiesta condotta dal procuratore di Verona, Guido Papalia, su presunte tangenti da un milione di euro legate alla Gama, una delle società leader di ristorazione e catering e una delle prime aziende a specializzarsi nella fornitura di cibo biologico nelle mense.

      Un colosso, la Gama, che fino al 2004 vantava la produzione di 30 milioni di pasti l’anno, con un fatturato di oltre 100 milioni di euro e dava lavoro a 2.800 addetti diretti e 800 indiretti, 250 nella sede veronese di San Giuseppe Lupatoto. Un colosso dai piedi d’argilla: è in amministrazione straordinaria dall’ottobre scorso dopo anni di turbolenze finanziarie, duramente criticate dai sindacati e finite nel mirino dei magistrati. L’inchiesta parte, infatti, nel 2002 (dal pm Rosario Basile e dopo la sua morte proseguita da Papalia) quando i finanzieri, durante una verifica fiscale alla Gama, si accorgono che non tutto è trasparente.

      Gli approfondimenti convincono gli investigatori: alcuni bilanci sono stati falsificati o per creare fondi neri a beneficio di alcuni azionisti (che così avrebbero prosciugato il capitale sociale) o per pagare tangenti utili a ottenere appalti presso Regioni, ospedali, aeroporti e amministrazioni militari, comprese la Cecchignola e la Guardia di Finanza di Roma.

      Commesse indispensabili per far sopravvivere la società e da ottenere – sostiene l’accusa – con la strada a scorrimento veloce delle tangenti, che sarebbero state pagate fino a pochi mesi fa. Da ciò nascono i 19 arresti (15 ai domiciliari, 4 in carcere, compresi ufficiali dell’esercito), per corruzione, bancarotta fraudolenta e per distrazione, falsità in bilancio e documentale, rivelazione di segreto d’ufficio e abuso d’ufficio. I presunti collettori sarebbero stati Giovanni Pompei Forte (professionista veronese iscritto a Forza Italia), Mario Giovanni Rossi, già nel Cda della Gama, Paolino D’Urso, ex direttore generale e Massimo Capodaglio, ex responsabile finanziario.

      Fra gli arrestati risultano però anche due altri noti genovesi: Giovanni Cazzulo, 60 anni, direttore amministrativo dell’ospedale Galliera di Genova e Roberto Galiano, 49 anni, responsabile del servizio prevenzione e protezione e mobility manager dello stesso nosocomio. Cazzulo nel 2002 aveva annunciato in pompa magna l’accordo con la Gama: 2.238 milioni di euro investiti dalla società per fornire ogni giorno 5 mila pasti all’ospedale e alle scuole genovesi, con possibilità di offrire al paziente un vassoio personalizzato (servizio di porcellana e vetro) grazie a un operatore dotato di computer palmare in grado di illustrare 250 ricette.
      Ieri Carlo Isola, all’epoca dei fatti dipendente del Comune di Genova, è stato sospeso dal servizio. Il presidente Burlando ha espresso il suo apprezzamento «per le capacità e il ruolo di valido e corretto collaboratore della civica amministrazione» di Isola.

      C. Mus.