Gallura. I vigilantes danno un ultimatum al Consorzio

11/10/2002

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11 ottobre 2002
GALLURA
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I vigilantes danno un ultimatum di tre giorni al Consorzio
Body guard verso lo sciopero: «Costa Smeralda sguarnita»

Porto Cervo Dalla prossima settimana i body guard del Consorzio Costa Smeralda potrebbero incrociare le braccia: un’agitazione dal sapore clamoroso e con un unico precedente storico da quando l’azienda è in attività. Lasciando incustodite ville miliardarie e hotel affidati alla protezione dei vigilantes di Porto Cervo, sempre più spesso nel mirino delle bande di ladri organizzati che infestano la Costa. Tutta colpa di un contratto integrativo di lavoro che attende di essere rinnovato dal 1990 e che, in busta paga, si traduce in voci su indennità e rimborsi spese rimaste inalterate da dodici anni a questa parte.
Ma a far scendere sul sentiero di guerra gli addetti alla sicurezza del comprensorio turistico, oltre alle questioni salariali, è anche un disagio legato ad altri aspetti come la mancanza di formazione professionale e la disparità di trattamento tra i dipendenti: malumori sinora inespressi ufficialmente ma arrivati da qualche mese a questa parte nelle sedi sindacali del territorio. Mercoledì scorso, dunque, le tre sigle hanno indetto un’assemblea per comprendere cosa effettivamente non vada, nel settore sicurezza del Consorzio, sollecitati anche dalla sempre più massiccia adesione alle unioni del lavoro: dall’inizio dell’estate, presso il personale della vigilanza sono state sottoscritte oltre venti nuove tessere.
La prima riunione, dopo oltre 10 anni di totale inattività sindacale, ha fatto definitivamente esplodere il caso. Davanti a Giovanni Deiana (Cgil), Adalberto Farina (Cisl) e Paolino Fadda (delegato interno della Uil), i 40 lavoratori presenti alla riunione hanno vuotato il sacco, esponendo una situazione per certi versi insostenibile. «La formazione dei nuovi assunti, da qualche anno a questa parte, è di fatto inesistente», spiega Giovanni Deiana: «Tanto per fare un esempio, gli stagionali alle prime armi neppure conoscono il territorio su cui dovrebbero vigilare. Questo provoca indubbiamente un abbassamento della qualità del servizio, con la conseguenza che i consorziati si rivolgono sempre più spesso ad altri istituti». Palese il riferimento alla decisione assunta quest’anno dal principe Aga Khan, per 35 anni protetto dalle guardie del Consorzio, che da quest’anno ha deciso di ingaggiare body guard inglesi.
Scioperi o altre iniziative di protesta verranno messe in atto qualora l’azienda non fornisca risposte alle richieste inoltrate dalle tre sigle sindacali nei giorni scorsi. «Abbiamo chiesto la immediata convocazione di un tavolo di trattative per discutere il rinnovo del contratto e tutta una serie di altre importanti questioni – rivela Giovanni Deiana – e per il momento non sono ancora arrivare risposte. Pazienteremo sino alla fine della settimana, poi sarà inevitabile ricorrere all’agitazione». Sul piano delle garanzie salariali, sarà percorsa la strada del contratto integrativo già stipulato tra la Starwood e i suoi dipendenti nel 1999. Un bonus che, tra premi produzione e aggiornamenti, significherebbe quasi 1000 euro in più all’anno. Ma, al momento, non è dato sapere se anche al Consorzio ritengano praticabile questa strada. Altra grana da affrontare, durante la concertazione che (forse) verrà, la disparità di trattamento tra i dipendenti, specialmente gli stagionali: «Ci sono degli aspetti relativi alle assunzioni stabiliti in maniera del tutto unilaterale dall’azienda – prosegue Deiana – come quelli relativi ai periodi di impiego, che variano arbitrariamente a seconda delle persone da tre a otto mesi, ma anche allo stesso livello di assunzione».
Dal ’75 al ’90, in mancanza di una regolamentazione del settore sul piano sindacale, i dipendenti dei servizi di vigilanza venivano inquadrati come lavoratori edili. Poi, dal ’90, il passaggio al contratto di categoria nazionale, con un bonus integrativo rinnovabile ogni quattro anni. Rimasto, invece, tale e quale ad allora.

Francesco Giorgioni