G8. La scelta dei sindacati: niente cortei

19/07/2001
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Giovedì 19 Luglio 2001

LE RICHIESTE CHE OGGI SARANNO CONSEGNATE A BERLUSCONI
La scelta dei sindacati: niente cortei
Vertice dei leader mondiali: noi siamo per il governo della globalizzazione

inviato a GENOVA

CGIL, Cisl e Uil non parteciperanno alla mega manifestazione di sabato prossimo del Genoa Social Forum contro il G8. «Noi siamo per il governo della globalizzazione e riconosciamo al G8 una specificità che loro non riconoscono» ha chiarito ieri il segretario della Cisl, Savino Pezzotta, al termine di un incontro che ha riunito a Genova molti leader delle organizzazioni sindacali di tutto il mondo. Da ieri mattina sono al lavoro per la stesura di un documento con le loro richieste che sarà consegnato oggi pomeriggio a Silvio Berlusconi, nella sua qualità di presidente del G8, insieme a quello messo a punto dalle organizzazioni imprenditoriali. Dialogo, quindi, e non contestazione, anche se il documento che sta scaturendo dal meeting sindacale di Genova è più un lungo «cahier de doléances» e di accuse che un elenco di proposte.
L’invito a scendere in piazza per manifestare era stato recapitato ai sindacati direttamente da Vittorio Agnoletto, portavoce del Genoa Social Forum. «Venite anche voi» aveva detto Agnoletto in un intervento non previsto dal programma del convegno sindacale. Niente da fare. «Come sindacato dobbiamo affrontare i problemi generati dalla globalizzazione attraverso una nuova forma di concertazione a livello mondiale con i governi, che restano i nostri interlocutori fondamentali» gli ha risposto Luigi Angeletti della Uil.
«Le mani ce le siamo già sporcate da tempo» gli ha fatto eco Pezzotta, sostenuto da un lunghissimo applauso della platea, mentre Sergio Cofferati ricordava ad Agnoletto, secondo il quale «è incomprensibile sia nel merito che nel metodo l’assenza dei sindacati italiani alla manifestazione», che «le organizzazioni sindacali italiane hanno decenni di storia alle spalle e più di un secolo di impegno per dare ai lavoratori un sistema dei diritti che è l’obiettivo fondamentale nella costruzione dei rapporti internazionali».
La globalizzazione che ha in mente il sindacato, è quella dei «diritti dei lavoratori, della giustizia sociale e della solidarietà». Sul banco degli imputati ci sono i governi «che hanno abdicato al loro ruolo e perso qualsiasi ambizione di sradicare la povertà nel mondo», come ha detto il presidente della Confederazione Internazionale dei Sindacati Liberi, Bill Jordan, ma anche le organizzazioni internazionali come il Fondo Monetario e la Banca Mondiale. «Per troppo tempo – ha ricordato il segretario del Dgb tedesco, Dieter Schultze – hanno propinato una sola medicina ai paesi in difficoltà, quella di tagliare la spesa sociale, aggravando così la salute dei pazienti».
Per Sergio Cofferati l’obiettivo è quello di «includere gli esclusi nello sviluppo economico», cancellare il debito dei paesi poveri, regolare i mercati finanziari in modo trasparente, dare seguito al protocollo di Kyoto per la difesa dell’ambiente. «La competitività dell’economia – ha detto Cofferati – deve garantire la tutela e una soglia di equità». Giusto quindi spingere sulla crescita dell’economia che può garantire lo sviluppo, purchè alla base ci siano delle regole, «in modo che i deboli traggano vantaggio e ci sia una riduzione delle disuguaglianze».
Anche Cofferati ha posto l’accento sulla necessità di riforma degli organismi internazionali «in crisi per i limiti evidenti della loro rappresentatività democratica». Secondo il segretario della Cgil «occorrono regole politiche condivise ed efficaci» che puntino alla «ricerca di un’idea comune di sviluppo per un mondo giusto ed uguale». Al G8, ha detto Pezzotta, «chiediamo un impegno contro la povertà, ma soprattutto contro le ragioni che determinano il divario non solo del benessere economico, ma anche delle tecnologie. E più attenzione al lavoro e ai problemi dell’occupazione».
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