G 20 Cannes: la valutazione di CSI e TUAC

G 20 Cannes: la valutazione di CSI e TUAC
Dopo un primo giudizio "a caldo" nelle ore immediatamente seguenti il G20 di Cannes (1 – 4 novembre scorsi), la Confederazione Internazionale dei Sindacati (CSI-ITUC) e il Comitato consultivo sindacale presso l’Ocse (TUAC) hanno, nei giorni scorsi, diffuso un commento più articolato sui risultati del vertice, descritto, innanzitutto, come un summit con due facce.

Da un lato, infatti, Cannes è stata dominata dalla crisi del debito dell’Eurozona, l’esplosione del debito greco (anche in relazione all’annunciata ipotesi del referendum) e dal "contagio" verso altri paesi, il nostro in particolare. Dall’altro lato, i leader del G20 hanno affrontato l’agenda globale, riprendendo i temi delle precedenti riunioni del G20 e le conclusioni delle riunioni ministeriali dei ministri delle finanze e dei ministri del lavoro.

Anche al di là delle conclusioni del G20 (in allegato la traduzione italiana del Comunicato Finale, della Dichiarazione Finale e del Piano d’Azione per la crescita e l’occupazione), notano CSI e TUAC, lo scenario globale rimane drammaticamente contrassegnato dalla crisi dell’eurozona.

Per quanto riguarda le decisioni generali del vertice G20, il sindacato internazionale apprezza la costituzione della Task Force sull’occupazione, prevalentemente orientata all’occupazione giovanile e la previsione di un coinvolgimento delle parti sociali e dell’OIL nei suoi lavori. Già nella prima riunione, prevista a dicembre sotto la presidenza messicana, il sindacato internazionale è stato chiamato a partecipare all’avvio dei lavori.
Una valutazione positiva è data anche all’impegno, da parte del G20, a sostenere la realizzazione, in tutti i paesi, a partire da quelli aderenti al G20, dello "zoccolo di protezione sociale", sostenendo le conclusioni della Commissione ONU presieduta da Michelle Bachelet e impegnandosi a sostenere l’emanazione di una norma internazionale in occasione della prossima conferenza dell’OIL, nel giugno 2012.

Un giudizio più critico è dato sul Piano d’azione per la crescita e l’occupazione. Mentre ci sono valutazioni giustamente preoccupate sulla caduta del rimbalzo della crescita globale e sulla sua incapacità di realizzare posti di lavoro stabili e dignitosi, nonché sulla necessità di misure coordinate di medio periodo per "rendere sicura la crescita", gli impegni e le raccomandazioni ai singoli paesi non sono, secondo la CSI e il TUAC, realmente all’altezza di poter invertire la tendenza globale al rallentamento economico (e alla recessione in molti dei paesi più avanzati). C’è una richiesta alla Cina, ma anche alla Germania di politiche di stimolo alla domanda interna e di riequilibrio tra export ed import, ma le politiche di austerità nella maggior parte dei paesi europei e il blocco politico delle misure a sostegno dell’occupazione negli Usa non lasciano prevedere la necessaria inversione di tendenza.

Secondo CSI e TUAC le numerose iniziative citate nelle conclusioni del G20 per quanto riguarda la regolazione dei mercati finanziari sono ancora lontane dalla necessaria incisività, mentre il vertice non ha deciso nulla di concreto in relazione alla Tassa sulle Transazioni Finanziarie, pur recependo positivamente le posizioni di molti paesi (inclusa la Commissione Europea) e della commissione Gates, esplicitamente favorevoli alla sua istituzione. Allo stesso modo, non ci sono reali passi avanti nel contrasto ai paradisi fiscali.

Infine, si tratterà di vedere se i governi del G20 metteranno realmente in pratica i timidi impegni affermati in materia di contrasto al cambiamento climatico (conferenza di Durban dei prossimi giorni) e allo sblocco degli accordi commerciali multilaterali nel cosiddetto Doha round dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (che riunisce la ministeriale a dicembre).

Anche sulle questioni della "governance" globale il G20 si è limitato a confermare la sua struttura "leggera", introducendo una "troika" di presidenza (la precedente, la presente e la prossima) e impegnandosi ad un confronto continuo con tutte le organizzazioni internazionali, richiamate ad una maggiore collaborazione e coerenza.
I prossimi G20 saranno ospitati da Messico (2012), Russia (2013), Australia (2014), Turchia (2015), per poi andare ad una rotazione regionale.

A cura di:
Danilo Barbi – Leopoldo Tartaglia