Furti record nei negozi

11/10/2002





11 ottobre 2002

ITALIA-ECONOMIA
Furti record nei negozi

Commercio - In Italia le «differenze inventariali» nei supermercati arriveranno a 3,3 miliardi nel 2002 (+8,5%)
Vincenzo Chierchia


MILANO – I furti nei supermercati e nelle grandi catene commerciali dilagano in Italia con una velocità di crescita più che doppia rispetto alla media Ue, secondo lo European retail theft barometer (Ertb) realizzato dal britannico Center for retail research e sponsorizzato dalla società Checkpoint. In Italia il valore delle cosiddette «differenze inventariali» ha raggiunto quest’anno, secondo le stime Ertb, quota 3,3 miliardi di euro, con un balzo dell’8,5% rispetto allo scorso anno. Il tasso di incremento dei furti in Italia è risultato tra i più elevati in Europa, secondo solo alla Danimarca (+9,1%). La crescita dei furti in Italia è risultata poi superiore al tasso medio rilevato nei principali Paesi europei e stimato intorno al 5%. Nella Ue i furti al supermarket valgono 30,3 miliardi di euro, l’1,45% del fatturato della grande distribuzione. Il Paese che in Europa fa registrare il più alto numero di furti in rapporto al fatturato è la Gran Bretagna con un tasso stimato intorno all’1,77% del fatturato della grande distribuzione; il fenomeno appare comunque stabilizzato: rispetto al 2001 la crescita dei furti è stata solo dello 0,6%. In Germania, Austria e Svizzera sono state registrate delle flessioni, attribuibili peraltro ai massicci investimenti nei sistemi di controllo dei prodotti sugli scaffali, che utilizzano in misura sempre più elevata tecnologie radio e digitali (microchip). In Italia la stragrande maggioranza delle «differenze inventariali» – sottolinea il rapporto Ertb – è attribuibile direttamente ai clienti: almeno 1,8 miliardi di euro, cui si aggiungono oltre 625 milioni di euro di ammanchi di merci che possono essere ricondotti ai dipendenti. I prodotti maggiormente colpiti dai furti sono capi d’abbigliamento, alcolici, cosmetici e articoli per il bricolage. A livello europeo i furti hanno determinato per le società di distribuzione degli extracosti pari a circa 30,4 miliardi di euro, di cui 5,7 miliardi connessi ai sistemi di sicurezza. I costi per gli impianti di controllo sono poi cresciuti del 2,7% rispetto allo scorso anno. Il canale commerciale che ha un valore di furti particolarmente elevato rispetto alla media è quello dei grandi magazzini, con una quota dell’1,69% rispetto al fatturato. Nell’abbigliamento la quota di furti si attesta sull’1,62 per cento. La quota media italiana è cresciuta notevolmente negli ultimi tre anni: nel 1999, secondo le prime stime del Rapporto Ertb, era stata individuato un livello pari all’1,24% del fatturato, passato poi all’1,3% l’anno successivo. In Italia peraltro è stata registrata una velocità di crescita dei furti nei supermarket tra le più elevate in Europa, in rapporto anche al livello globale del valore degli ammanchi. Nel nostro Paese è molto più alta della media europea anche la quota dei furti attribuibili ai clienti: il 54,3% contro il 48,4% della stima per l’area Ue. Si registra invece in Italia una quota di ammanchi inferiore alla media per quanto riguarda le responsabilità dei dipendenti: il 18,9% contro il 25,8% nel resto del Vecchio Continente.