Furbetti in ferie La caccia all’evasore si sposta in spiaggia

10/08/2010

Sotto il solleone di agosto è scattata a sorpresa, lungo tutti gli 8 mila chilometri di coste italiane, la Grande Caccia agli Evasori, quelli che navigano in yacht ma dichiarano redditi proletari e quelli che gestiscono stabilimenti balneari, pizzerie, discoteche eccetera ma si dimenticano di pagare il Fisco. L’Agenzia delle Entrate sta frugando tra porticcioli, ombrelloni, sedie sdraio, canotti e pedalò concentrandosi in particolare sulle località turistiche più ricche. Caso emblematico il Lido di Venezia, disseminato di bungalow attrezzati di tutto punto, detti eufemisticamente «capanne», il cui affitto costa anche 10 mila euro a stagione. Chi li prende a pigione? Magari si tratta di nullatenenti sconosciuti all’Erario? E quelli che incassano l’affitto, poi ci pagano sopra le tasse? Ma questo è solo un esempio di particolare sfacciataggine: di località sospette sono piene le coste italiane.
Negli stabilimenti balneari gli agenti vogliono accertare la congruità dei redditi dichiarati dai gestori con lo specifico studio di settore, e raccogliere anche elementi rivelatori della capacità contributiva dei clienti. Nella riviera adriatica, a Cervia, uno stabilimento vince la medaglia del finto povero, con un attivo dichiarato di 411 euro a fronte dei 36 mila accertati dall’Agenzia (e sembrano ancora pochi). A volte ad attirare l’attenzione degli ispettori fiscali sono certe stramberie come il caso scoperto sulla costa campana, nel litorale domizio, dove il gestore di un lido dichiarava più incassi in autunno che in estate.
Sotto la lente anche alberghi, bar, ristoranti e discoteche. A Napoli l’Agenzia ha passato ai raggi X pizzerie e gelaterie e scovato un hotel sconosciuto al Fisco, che affittava camere senza mai nemmeno una fattura o una ricevuta. Reddito zero anche per diversi bar e ristoranti romagnoli, cui le Entrate di Ravenna hanno contestato in totale circa 1,5 milioni di euro di imposte evase. In Veneto, Lazio e Romagna, gli ispettori del Fisco ha messo sotto torchio decine di locali notturni, che dichiaravano falsi conti in rosso, non emettevano i biglietti di ingresso e impiegavano lavoratori irregolari.
Gli agenti del Fisco gettano l’ancora nei porti e nei club: l’Agenzia delle Entrate informa che sono 805 i porti turistici attivi lungo le coste italiane (di cui quasi un terzo solo in Sicilia e Sardegna) interessati dal piano estivo delle verifiche. In particolare, i controlli sui gestori-concessionari mirano ad acquisire notizie sulla capacità ricettiva, sulle persone che utilizzano il posto barca e sugli operatori che agiscono, a vario titolo, nell’ambito del porto, a caccia di soggetti ad alta probabilità di evasione. Come quelle intercettate, in particolare, nelle Marche e in Campania. «Qui – si legge ancora nella nota dell’Agenzia delle Entrate – non è raro trovare circoli esclusivi e approdi di lusso travestiti da enti no profit, che dichiarano di offrire servizi soltanto ai soci, ma in realtà gestiscono vere e proprie attività commerciali, soprattutto bar e ristoranti, aperte al pubblico e talvolta pubblicizzate addirittura su Internet». Uno stratagemma per sfuggire alle maglie del Fisco che piace anche alle associazioni sportive. A La Spezia, per esempio, «un club abbinava all’attività del gioco del calcio quella del rimessaggio di barche, affittando spazi a clienti che non erano soci».
Al setaccio i porti della costiera salernitana, in particolare quelli di Amalfi e Agropoli, e il litorale laziale, dove a Ostia, Nettuno e Anzio si trovano prezzi fino a 200 mila euro. Sull’altra riva del Tirreno arenili al setaccio in Sardegna ad Alghero, San Teodoro, Villasimius, Orosei, in tutta la Costa Smeralda, in totale più di 60 centri ad alta vocazione turistica, dove gli ispettori dell’Agenzia delle Entrate sono a caccia di evasori che non rilasciano scontrini e ricevute, dichiarano al fisco dati sottostimati per gli studi di settore e assumono personale in nero.
L’Agenzia ha reso noti 4 casi di evasori impudenti. A Palermo: una persona dichiara 9.000 euro ma ne spende 23.600 per le vacanze. A Ravenna un individuo che dichiara 8.000 euro ne ha destinati 20.000 al noleggio di uno yacht e 6.400 per il circolo velico. A Napoli 11.000 euro di reddito bastano per 22.600 euro di vacanze. E a Grosseto con 15.300 euro annui di reddito si noleggia uno yacht spendendone senza problemi 40.000.