“FunebrisPompa” Francia: polemica sulle bandiere a mezz’asta (2)

07/04/2005
    giovedì 7 Aprile 2005

      In Francia è polemica
      sulle bandiere a mezz’asta

        Domenico Quirico
        corrispondente da PARIGI

          I tempi in cui la Francia era «la figlia prediletta della Chiesa» sono ormai rintracciabili solo nei libri di storia: basta leggere le cifre dei battesimi, in precipitosa caduta da almeno dieci anni, e quelle dei seminaristi, che nel 2003 erano poco più di 700. Eppure questo è pur sempre un Paese dove sei su dieci si dicono cattolici. E che ha vissuto con fervore sincero l’emozione planetaria per la scomparsa del Pontefice. Ma da domenica scorsa infuria una polemica che non ha uguali: è giusto o no esporre la bandiera a mezz’asta per la morte di un Pontefice, come ha deciso il governo? Non sono sfumature; è, secondo molti, un peccato capitale contro la laicità, una sedizione contro la quintessenza dello Stato francese. Chirac, applaudito spartano della guerra del velo, è già diventato un traditore, venduto a una manciata di voti cattolici per il referendum. Ad accalorarsi non sono estremisti del libero pensiero. In questa falange macedone laicista c’è la sinistra più tranquilla, il partito socialista; ha sentito la necessità di emanare un comunicato in cui si ricorda che la «Repubblica non ha una religione ufficiale». Dalle sue file escono i sindaci che per domani, giorno dei funerali, hanno proclamato una clamorosa disobbedienza: le loro bandiere resteranno ad altezza normale. E dalle periferie di Lione a Saint Nazare i ribelli si moltiplicano.

            Ma non è tutto: all’Assemblea nazionale, quando il primo ministro Raffarin ha chiesto un minuto di raccoglimento, c’è chi ha imitato il socialista Jean- Pierre Blazy ed è rimasto ostentatamente seduto: «perché a cent’anni dalla promulgazione della legge sulla separazione tra la chiesa e lo Stato non ci deve essere nessuna confusione». Il sindaco di Marsiglia Jean-Claude Gaudin, senatore e notabile gollista, aveva deciso, venerdì pomeriggio, di chiudere gli uffici per consentire a funzionari e dipendenti di seguire i funerali. Precipitosa ritirata, dopo una grandinata di proteste: solo assenze giustificate a chi ne farà richiesta. Anche il sindaco di Parigi Betrand Delanoe ha dovuto gettare acqua sulla richiesta di indicare subito una piazza o un boulevard della capitale da intitolare al Papa. Ottima iniziativa, ha detto, ma bisogna prima procedere a più meditate «consultazioni».

              Il dibattito sulla bandiera ha intanto assunto toni surreali. Si combatte a colpi di precedenti labirintici, sillogismi istituzionali, dettagli spagnoleschi. Per il governo è solo l’omaggio obbligatorio a un «capo di uno Stato con cui la Francia ha legami particolari». Repliche furibonde degli implacabili laicisti: perché allora non si è seguita la stessa procedura per il re del Marocco Hassan secondo? Contestazione che solleva un dubbio: c’erano indubbiamente «i legami particolari», mancava forse la santità.