Fumo vietato in bar e uffici, primo sì

18/07/2002

18 luglio 2002



Fumo vietato in bar e uffici, primo sì

Donna muore per le sigarette dei colleghi, richiesta di risarcimento record all’azienda

      ROMA – La sigaretta accesa dal collega d’ufficio o dall’avventore del tavolo vicino non sarà più un problema. Ieri la Commissione Affari Costituzionali del Senato, nell’ambito di una legge sulla pubblica amministrazione collegata alla Finanziaria, ha approvato anche l’atteso articolo sul fumo, proposto dal governo. Nuovi divieti in arrivo. Il tabacco sarà escluso da tutti i luoghi privati aperti a pubblico e utenti. Uffici, ristoranti e bar. Si restringono gli spazi dove permane la libertà di coltivare il dannoso vizio, già bandito negli uffici pubblici. L’applicazione delle ultime norme non è immediata. La legge verrà votata dall’aula del Senato alla ripresa dei lavori parlamentari, dopo la pausa estiva. Poi tornerà alla Camera per la terza lettura. Un passaggio «storico» quello di ieri. Tutte le iniziative legislative antifumo erano fallite. Anche questa ha rischiato di bloccarsi, dopo due sonore bocciature ricevute in Parlamento. «L’approvazione dimostra che il provvedimento è lecito dal punto di vista costituzionale ed economico. Vogliamo evitare che il fumo danneggi chi lo subisce passivamente», commenta il ministro Sirchia.
      Risparmiati dai divieti i locali privati non aperti a utenti e pubblico e «quelli riservati ai fumatori e come tali contrassegnati». Questi ultimi dovranno essere dotati di «impianti per la ventilazione di ricambio di aria» con caratteristiche che verranno definite. I ristoranti dovranno disporre spazi no smoking «di superficie prevalente» rispetto alla superficie complessiva. Un anno per adeguarsi.
      Il governo con un ordine del giorno, ed è una delle novità, si è impegnato a studiare incentivi fiscali per i gestori che decideranno di mettere al bando completo il tabacco, rinunciando ai «recinti» ventilati.
      «La legge è molto severa. Parla di locali
      no smoking , non di aree – fa notare Gabriele Boscetto, Fi, relatore della normativa -. Si ritiene che per essere protetti dal fumo passivo occorra una separazione fisica con le zone smoking ».
Margherita De Bac mdebac@corriere.it