Fumata nera per Postalmarket

25/11/2004

    giovedì 25 novembre 2004

    Pagina 15

    In dicembre nuovo incontro per decidere le sorti dei 375 lavoratori in mobilità 
    Fumata nera per Postalmarket 
    Per il Ministero solo la legge Finanziaria potrà evitare i licenziamenti 

    Peschiera. Una nuova puntata, una tappa intermedia, nel cammino sempre più difficile e irto di ostacoli della Postalmarket. Ieri a Roma si è tenuto l’incontro presso il ministero del Welfare per chiarire la posizione dei 375 lavoratori in cassa integrazione, per i quali dovrebbe scattare il regime di mobilità a partire dal mese di gennaio, e per chiedere per gli stessi addetti dell’azienda la concessione di una nuova “tranche” del regime di ammortizzatore sociale. Un incontro interlocutorio comunque, quello tenuto alla presenza dei tre commissari straordinari di Postalmarket, dei rappresentanti delle Rsu dell’azienda, dei segretari dei sindacati di categoria e di quelli del gruppo Bernardi, la società friulana proprietaria di Postalmarket, davanti alla dirigente del ministero del Lavoro Erminia Viggiani. Tutti si sono dati appuntamento a metà dicembre, per aggiornare la situazione, anche perché il ministero ha vincolato la concessione di un nuovo periodo di cassa all’approvazione della Finanziaria: entro la metà del mese dovrebbe essere istituito un nuovo tavolo presso il ministero del Welfare che coinvolga anche la regione Lombardia e la provincia di Milano, parti in causa nell’affare Postalmarket. Resta invece, per adesso, un mistero la realizzazione del centro commerciale presso cui la Bernardi avrebbe dovuto ricollocare i 375 lavoratori non rientrati in fabbrica: non esiste una richiesta di concessione edilizia in nessun comune del territorio, e proprio a questo passaggio è legata la richiesta di mobilità avanzata dai commissari straordinari; questi hanno ritenuto che il gruppo Bernardi non abbia di fatto mantenuto l’impegno sottoscritto, circa un anno fa, di ricollocare tutti i 550 lavoratori dell’azienda di vendita per corrispondenza e quindi hanno avviato la richiesta di mobilità per quelli che si trovavano in cassa e senza il posto promesso. Anche per questa ragione al prossimo tavolo sono stati convocati la provincia di Milano e, soprattutto, la regione, che dovrebbero dire qualcosa di più circa la disponibilità di aree e di spazi commerciali per l’apertura del centro. «Abbiamo chiesto lo stesso trattamento che è stato riservato ai lavoratori dell’Alfa Romeo – rimarca Antonio Amoruso delle Rsu Postalmarket -. In questa vicenda è iniziato un gioco a rimpiattino delle responsabilità e un pericoloso nascondino tra i politici. Per adesso noi possiamo solo respingere tutte le ipotesi di licenziamento che ci sono state presentate: per questo abbiamo firmato un verbale di mancato accordo per la procedura di mobilità avanzata dai commissari». Per evitare il licenziamento dei lavoratori, si deve trovare un accordo entro il 24 gennaio, termine degli ammortizzatori sociali.

    Lucio D’Auria