Fumata nera per le pensioni

09/09/2003



martedì 9 Settembre 2003

FOLLINI CHIEDE UN SUPPLEMENTO DI INDAGINE. TABACCI E GIOVANARDI NEGANO L’ESISTENZA DI DISSENSI
An e Udc puntano i piedi, fumata nera per le pensioni
Buttiglione «trattenuto» a Venezia. Baldassarri: non c’è alcun progresso

Alessandro Barbera

ROMA
Nuova fumata nera nella maggioranza sulla riforma delle pensioni e sulla definizione della prossima manovra finanziaria. Il terzo vertice interministeriale di ieri – determinante l’assenza improvvisa di Rocco Buttiglione – non ha sciolto i nodi fra i partiti della coalizione di governo. Ad annunciare il fallimento dell’incontro – dal quale tutti avevano auspicato di uscire con un accordo – sono i ministri di An, Alemanno e Baldassarri: «Non abbiamo registrato progressi nella definizione della manovra finanziaria e delle riforme strutturali». Tutto è rinviato ad oggi, con un vertice di maggioranza al quale parteciperà il presidente Berlusconi.
Un esito non previsto quello di ieri, ma del quale si erano avute avvisaglie già a partire dalle prime ore del pomeriggio: all’ingresso di Villa Spada – centro sportivo della Guardia di Finanza al riparo di taccuini e telecamere – erano sfilate le auto dei ministri Tremonti, Maroni e Alemanno, dei viceministri dell’Economia Baldassarri e Miccichè, del Ragioniere generale dello Stato Grilli e del commissario straordinario dell’Inps Sassi. Nessuna traccia invece di Rocco Buttiglione.
«Il ministro è trattenuto a Venezia e molto probabilmente non parteciperà alla riunione», spiegheranno fonti vicine al responsabile delle Politiche comunitarie. Parole dalle quali sembra chiaro che l’esponente Udc aveva già programmato di non partecipare al vertice. Il partito di Follini ha ancora più di una riserva sulla finanziaria e chiede un «supplemento di indagine».

In sostanza, prima di dare il via libera a qualunque accordo sulla previdenza, i centristi vogliono garantito che la prossima Finanziaria conterrà misure a favore dello sviluppo e del Mezzogiorno. Una posizione ribadita in serata dallo stesso Buttiglione: «Attenzione, stiamo parlando troppo di pensioni e poco di sviluppo».
La defezione di Buttiglione rimanda dunque ogni decisione ad un vertice di maggioranza che si terrà in giornata con il leader della coalizione Berlusconi. La «plenaria» dei partiti di governo sarà preceduta da un pre-vertice fra l’Udc, il presidente Berlusconi e il ministro dell’Economia Tremonti. «In quella sede – fanno sapere i centristi – faremo le nostre valutazioni definitive sul tema delle pensioni». Sia il ministro Giovanardi che l’onorevole Tabacci – entrambi colleghi di partito di Buttiglione – stemperano i toni e assicurano che l’assenza del ministro centrista non era stata programmata. Dice Tabacci: «Il ministro non è andato al vertice perché impegnato altrove e non per sottolineare dissensi».
Ma ad esprimere malumore su come sta procedendo la trattativa su pensioni e finanziaria non sono solo i centristi. Benché regolarmente presenti al vertice, gli esponenti di An Baldassarri e Alemanno in serata consegnano alle agenzie una lunga nota carica di richieste.

Al vertice di maggioranza Alleanza Nazionale «continuerà a sostenere la necessità di una manovra finanziaria orientata da un lato a garantire gli equilibri finanziari compatibili con gli impegni europei e dall’altro a imprimere una forte spinta allo sviluppo». In particolare – sottolineano i due ministri – An considera «importante» che le riforme strutturali e la manovra finanziaria passino per il confronto con le parti sociali «secondo procedure trasparenti ed efficaci». Inoltre «la riforma delle pensioni deve garantire un intervento strutturale per mantenere in equilibrio la nostra spesa sociale» ma questo «deve essere bilanciato da un rafforzamento degli ammortizzatori sociali». An condivide quindi l’attenzione dell’Udc ai temi dello sviluppo: «Le risorse disponibili non devono finanziare interventi a pioggia, ma essere concentrate su investimenti per la ricerca, la formazione, l’innovazione tecnologica, le infrastrutture essenziali per il Mezzogiorno». Infine, per Alemanno e Baldassarri la legge finanziaria deve contenere provvedimenti «per migliorare significativamente l’efficienza degli strumenti di governo e la modernizzazione della Pubblica amministrazione».
E mentre nella maggioranza si cerca faticosamente una mediazione che porti ad un risultato utile sul tema delle pensioni l’opposizione fa sentire la sua voce. Dalla Festa dell’Unità di Milano il responsabile economico dei Ds Pierluigi Bersani sottolinea: «dopo due riforme ben più pesanti di quella che intende fare il premier francese Raffarin, da noi è immaginabile solo un miglioramento della riforma Dini nel quadro di una vasta riforma del Welfare». Secondo Bersani è inoltre necessario considerare anche «una riforma fiscale che non sia quella proposta da Tremonti nella scorsa legislatura». Senza queste condizioni qualunque manovra sulla previdenza porterebbe «ad interventi palliativi o tesi a far cassa».