«Fuggire dall’idea del governo amico»

24/06/2005
    venerdì 24 giugno 2005

      ITALIA-POLITICA – pagina 14

        Visto da sinistra / La sfida di Cremaschi

          «Fuggire dall’idea del governo amico»

            ROMA • « È giunto il momento di spiegare al candidato presidente che il sindacato si è trovato di fronte a governi che gli sono stati nemici, ma non può avere governi amici » . Romano Prodi è avvertito. E l’avvertimento, nel giorno del faccia a faccia con il leader della Cgil Guglielmo Epifani (si veda il servizio qui a fianco), viene dal segretario della Fiom Cgil Giorgio Cremaschi.

            «Da un governo che si richiami ai valori della democrazia e del lavoro ci si aspetta molto di più che da un governo che si affida alla precarietà e all’economia sommersa — scrive il leader dell’area " dura" della Cgil sulle colonne di Liberazione, quotidiano di Rifondazione comunista —. Proprio per questo bisognerebbe annunciare a Prodi che a un governo di centro sinistra non si faranno sconti, non si concederanno scambi, ma si chiederanno, con la lotta ove necessario, cambiamenti profondi rispetto al passato » .

            Non basta insomma rimandare a casa il governo Berlusconi per assicurarsi, se non l’amicizia, almeno la non belligeranza del sindacato "rosso". Serve una « vera svolta » , scrive Cremaschi: non certo il ritorno a quella « politica di concertazione e di patto sociale » che ha caratterizzato la passata stagione dei governi ulivisti, politica che secondo Cremaschi è oggi riproposta da « un vasto arco neocentrista di forze politiche e poteri economici » . No a nuovi sacrifici nel nome del risanamento dei conti pubblici, insomma.

              Nel mirino soprattutto la «subalternità al mercato e alla competitività liberista» che in Italia avrebbe segnato negli ultimi anni anche le scelte economiche del centro sinistra al governo. La ricetta di Cremaschi? Giustizia e sicurezza sociale, crescita dei salari e della buona occupazione. «Da qui bisogna partire per costruire un diverso modello di sviluppo, con riforme vere a favore del lavoro e di quei tre quarti di società che in questi anni si sono visti sottrarre ricchezza » .