Fuga dal Sud, via 80 mila laureati

13/01/2010

Addio alle rimesse degli emigranti, sono le famiglie a mantenere i giovani che cercano
Bankitalia: dal ’95 oltre due milioni di persone si sono trasferite al Nord

ROMA – La fuga dei «cervelli» dal Mezzogiorno ha le dimensioni di un esodo. Tra il 2000 e il 2005 sono emigrati dal Sud verso il Centro Nord oltre 80 mila laureati. Il calcolo è contenuto in uno studio di Banca d’Italia, un occasional paper sulla mobilità del lavoro scritto dai ricercatori Sauro Mocetti e Carmine Porello, che rileva come il Mezzogiorno «diventa sempre meno capace di trattenere il proprio capitale umano, impoverendosi della dotazione di uno dei fattori-chiave per la crescita».
Il flusso migratorio dal Sud verso aree del Paese più ricche (in testa Bologna, Roma e Milano) se allargato al quind i c e n n i o 1990-2005 raggiunge l’incredibile cifra di due milioni di persone. Una migrazione solo parzialmente frenata dal crescente divario del prezzo delle abitazioni al Nord rispetto al Mezzogiorno nel primo decennio del Duemila e che ha creato un nuovo fenomeno: il pendolarismo di lungo raggio. Si tratta dei lavoratori che trovano occupazione in una azienda lontana e che rende poco frequente il rientro nella casa d’origine. Ma la residenza, per motivi legati soprattutto alla crescente precarietà dei contratti di lavoro, non viene spostata, in attesa di un quadro socio-economico più certo. Anche in questo caso Mocetti e Porello forniscono dei dati: nel 2007 sono circa 140 mila i residenti nel Mezzogiorno (pari al 2,3% degli occupati nell’area e quasi tutti giovani) che lavorano di fatto al Centro Nord. Una circostanza che ha attenuato, dal punto di vista solo contabile, l’effettiva dimensione dell’emigrazione. Che rivela un atteggiamento nuovo: ora sono le famiglie del Sud che mandano le «rimesse» ai giovani che tentano fortuna al Nord e non il contrario.
Lo studio di Bankitalia ha suscitato reazioni allarmate da parte del sindacato. Guglielmo Loy della Uil chiede una «terapia d’urto» e un «atto di coraggio» per il Sud da parte del governo. Le cifre scritte nero su bianco da Bankitalia arrivano proprio nel giorno in cui al ministero del Tesoro si è tenuto il primo incontro tra i capi dipartimento dell’Economia e dello Sviluppo per fissare una griglia di interventi legati al decreto-sviluppo dentro il quale, oltre agli incentivi per auto ed elettrodomestici, ci sono anche le politiche di sostegno per il Mezzogiorno. «I dati Bankitalia – afferma Sergio D’Antoni, deputato Pd e responsabile Mezzogiorno – confermano l’urgenza di un intervento».