Fronte comune contro la liberalizzazione degli orari

07/02/2012

Confcommercio e le sigle sindacali Filcams-Cgil, Fis ascat-Cisl e Uiltucs-Uil fanno fronte comune sulla liberalizzazione degli orari di apertura dei negozi. Secondo le quattro organizzazioni il provvedimento presenta problemi di diversa natura: «La liberalizzazione degli orari è stata inserita all`interno del decreto senza prima alcun confronto con le parti sociali – spiega il direttore di Confcommercio Nicola Dal Dosso – e mostra evidenti segni di incostituzionalità, in quanto la competenza a legiferare in materia di commercio è della Regione e non del Governo. Si tratta poi di un provvedimento che va a colpire il 98% della distribuzione italiana rappresentata da piccoli negozi al dettaglio, agevolando invece la grande distribuzione che costituisce il residuo 2%. In questo modo si danneggia il pluralismo distributivo e il ricco mix merceologico che sappiamo offrire e che soddisfa una grande quantità di consumatori diversi. Inoltre per poter reggere la concorrenza e tenere aperto per un arco temporale più lungo, l`esercente sarà costretto a sostenere maggiori costi in termini di forza lavoro, e questo non potrà che ricadere in negativo sul prezzo finale della merce e quindi sul consumatore. Saremo il sesto Paese europeo ad avere una totale liberalizzazione degli orari degli esercizi, mentre nazioni economicamente e culturalmente a noi vicine come Francia e Germania si stanno muovendo nella direzione opposta».
«Ci siamo attivati per incontrare al più presto la rappresentanza locale di Anci e per far conoscere le nostre ragioni ai consumatori" affermano le tre organizzazioni sindacali – non possiamo che batterci contro l`applicazione di quello che consideriamo un provvedimento iniquo e dannoso per l`economia e che con la competitività poco c` entra».