Friuli V.G. Orari e chiusure nodi da sciogliere

20/07/2005
      Nord-Est

    mercoledì 20 luglio 2005

    ECONOMIA pagina 5

    TERZIARIO FRIULI V. G. •Prime regole per gli outlet Formazione potenziata Associazioni e sindacati critici sull’estensione dei tempi di apertura

      Orari e chiusure nodi da sciogliere

        TRIESTE • È un parere in linea di massima favorevole quello espresso da Confcommercio e Confesercenti sulla bozza del Testo unico sul commercio, per la quale si è svolto un primo tavolo di concertazione la scorsa settimana. «Il contesto generale è positivo perché dà una forma organica e sistematica all’insieme delle norme che regolano le attività del commercio — spiega Alberto Marchiori, presidente di Confcommercio Fvg — L’impalcatura generale è condivisibile anche se vi sono alcune richieste e precisazioni di carattere tecnico che abbiamo presentato sul testo».

        Confcommercio premette di ritenere fondamentale la salvaguardia delle Piccole e medie imprese per il loro ruolo sociale oltre che economico. In tale ottica «condividiamo — osserva ancora Marchiori — quanto previsto per favorire la riqualificazione e ripopolazione dei centri urbani: un processo che aiuta le città a mantenere costante la popolazione residente e contribuisce a riassegnare loro l’originaria funzione di polis, perduta ormai da tempo».

        Il responsabile di Confcommercio — dopo avere definito indispensabile la formazione costante degli imprenditori, contemplata nel testo per permettere loro di operare in un mercato in continua evoluzione— avanza, tuttavia, alcune perplessità « sul meccanismo farraginoso che il testo mette in moto sulle chiusure domenicali » . Una riserva espressa anche dalla Confesercenti regionale, che pure esprime un giudizio complessivamente positivo sulla bozza normativa.

        «Riteniamo vi sia ancora molto da discutere sulla gestione degli orari di apertura dei negozi e delle chiusure domenicali — afferma Pietro Rosa Gastaldo, segretario Confesercenti Fvg — poiché l’attuale stesura del testo ci sembra che vada nel verso contrario ad una politica di gestione degli orari tale da permettere alle Piccole e medie imprese del commercio di competere con la grande distribuzione. La nostra idea è legata a un orario di apertura meno esteso, compatibile con le esigenze dei consumatori, ma anche con i costi di gestione e del personale dei negozi più piccoli, cioè i cosiddetti esercizi di vicinato o quelli a conduzione familiare» .

        Ancora più critiche sull’estensione dell’orario di apertura e sulle chiusure domenicali sono le organizzazioni sindacali confederali.
        Cgil, Cisl e Uil annunciano, infatti, di non volere accettare alternative su questo punto rispetto a quanto disposto a livello nazionale dalla legge Bersani. « Oltre al rispetto per il riposo dei lavoratori — spiega Giovanni Fania, segretario regionale della Cisl — noi pensiamo che questi provvedimenti non portino a un incremento delle vendite, né facciano crescere economicamente il settore. La legge in questo caso deve essere chiara, ossia rispettare i dettami della Bersani e non andare oltre la formula delle otto più quattro aperture domenicali all’anno. Anche l’estensione dell’orario di apertura di un’ora rischia di creare seri problemi sull’articolazione dei turni di lavoro e di fare sballare letteralmente il sistema da un punto di vista organizzativo».

        I sindacati criticano, inoltre, la scelta di demandare alla Conferenza dei servizi la decisione relativa alla chiusura di un giorno settimanale. «Una legge non può a nostro parere delegare una decisione del genere a un organismo diverso dalla Regione — conclude Fania — È l’ente territoriale che ha il compito di stabilire regole precise e unitarie per salvaguardare i diritti dei lavoratori » .