Friuli V.G. Commercio: sciopero anche contro la Regione

03/10/2007
    mercoledì 3 ottobre 2007

    Pagina 9 – Economia

      Commercio
      Il 17 novembre sciopero anche contro la Regione

      I rappresentanti dei lavoratori replicano punto per punto alle critiche di Illy: descritta una realtà che non esiste

        I sindacati: mani legate dalla legge

          Cisl: il numero di addetti non è aumentato. Cgil: e il diritto al riposo festivo?

            UDINE. «L’apologia della legge sul commercio fatta dal presidente Illy descrive una realtà che non esiste». Non si è fatta attendere la replica dei sindacati alle critiche sollevate dal presidente della Regione. Nel corso di un convegno dedicato proprio al commercio Illy ha difeso la legge regionale sul commercio e le aperture domenicali bacchettando i rappresentanti dei lavoratori, colpevoli a suo dire di non far rispettare i contratti di lavoro. Ma i sindacati hanno replicato punto per punto alle osservazioni del presidente e dell’assessore alle Attività produttive, Enrico Bertossi. «Innanzitutto – ha riferito Paolo Duriavig della Fisascat Cisl – bisogna chiarire che il numero di addetti nel settore commercio non è aumentato, ma è rimasto praticamente inalterato con una differenza sostanziale: al posto di contratti a tempo indeterminato ci sono più contratti a termine o di collaborazione. L’unica conseguenza delle aperture domenicali è stata quindi quella di aumentare la precarietà. Rendendo più difficile la tutela dei lavoratori e quindi il nostro lavoro. E’ vero che abbiamo difficoltà a far rispettare i contratti, ma a causa della legge sul commercio e delle aperture domenicali».

              Per questo motivo i sindacati hanno annunciato che in Friuli Venezia Giulia, lo sciopero nazionale del settore commercio in programma sabato 17 novembre sarà caratterizzato oltre che dalla protesta per la rottura delle trattativa per il rinnovo del contratto nazionale di categoria, anche da quella indirizzata contro la deregulation sulle aperture e più in generale su tutta la legge regionale del commercio. «Abbiamo più volte evidenziato i problemi di questa legge – ha sottolineato Mattia Grion della Filcams Cgil – e siamo anche scesi in piazza con i commessi, ma la Regione ha proseguito per la sua strada. Vorrei inoltre ricordare a Illy che non facciamo parte delle forze dell’ordine. Il nostro compito è quello di tutelare i lavoratori cosa che questa legge non ci consente di fare. I precari sono senza diritti e prima di rivolgersi ai sindacati ci pensano bene dato che di fatto sono posti sotto ricatto e rischiano il posto di lavoro».

              Il segretario regionale della Filcams Cgil, Franco Barera, contesta l’analisi del settore commercio presentata dalla Regione. «Non sappiamo quali siano i dati cui fanno riferimento Illy e l’assessore Bertossi – ha scritto in una nota -. Quelli in mano nostra e la situazione che ognuno può percepire ci dicono che la legge regionale, fortemente voluta dal presidente, non ha colto nessuno degli obiettivi. I consumi non sono aumentati in termini reali, i piccoli esercizi continuano a chiudere nei centri urbani come nei piccoli paesi, i prezzi aumentano, la capacità di attrazione della nostra rete distributiva nei confronti delle altre regioni non ha tratto alcun beneficio da una deregulation delle aperture che non ha eguali nel resto del Paese». Critica anche l’analisi dell’occupazione. «Per quanto riguarda l’aumento dell’occupazione sbandierato dagli esponenti della Giunta – prosegue infatti la nota di Barera -, sarebbe molto più corretto parlare di aumento della precarietà, soprattutto per le lavoratrici. Al presidente, che ci invita a far rispettare le regole sugli straordinari, rispondiamo che non abbiamo certo bisogno di lezioni sull’applicazione dei contratti. Avremmo piuttosto bisogno di buone leggi, fatte non soltanto per favorire la concorrenza e gli interessi veri o presunti dei consumatori, ma anche nel rispetto del sacrosanto diritto al riposo festivo dei lavoratori e delle lavoratrici».

              Cristian Rigo